Giorno di Pasqua –
20.04.2014
Carissimi,
è gioia grande poter ricevere e condividere con voi questo annuncio: Cristo è
risorto!
E’
uscito dalla tomba, è uscito dalla morte. E con lui usciamo noi, esce la nostra
povera umanità.
Questa
è la Buona Notizia, questo è il vangelo : Gesù è risorto, c’è la speranza per
ognuno di noi, per tutti. Non siamo più sotto il dominio del male, del peccato,
della morte.
Ha
vinto l’amore, ha vinto la misericordia!
Questa
bella notizia è per ogni cuore, per ogni casa, per ogni famiglia. Giunga in ogni angolo del mondo, dove c’è più
sofferenza, dove la morte pretende di tenere prigionieri i figli di Dio,
l’umanità intera.
Come
coloro che andarono al sepolcro quella mattina, le donne discepole, poi gli
uomini, non ci rendiamo conto di questo evento.
Maria
di Magdala, per prima, non sa ancora cosa sia successo. Davanti alla tomba
vuota non sa dove l’hanno posto.
Non
sanno nulla i discepoli che corrono a vedere. Nessuno sa. Neppure noi.
Ma
vedono i due. Maria, invece, come scorge la pietra tolta, corre via, scappa
allarmata. Non tanto per la paura di trovarsi davanti a qualcosa di sgradito,
quanto per il timore che le sia stato rubato anche l’ultimo segno caro di Gesù,
il suo corpo esanime.
Giovanni
e Pietro, no. Entrano, vedono i teli
posti là e il sudario avvolto in
disparte.
Entrano,
vedono, e credono.
Credono
che Gesù è risorto. Aprono loro gli occhi questi segni che ancora richiamano a
quanto di triste era accaduto, ma sono ormai lasciati, abbandonati, quasi con
ordine.
Se
vogliamo anche noi credere a Gesù risorto riponiamo i segni di morte che ancora
tengono fasciata, immobile e inerte, legata e prigioniera la nostra vita.
“Usciamo”
da questa umanità sepolta dal male, dalla morte, dalla cattiveria e peccato di
cui ognuno di noi si riconosce affetto. Perché più di questo vi è in noi
l’amore di Dio più forte del male e della stessa morte; l’amore di Dio che può
trasformare la nostra vita, ribaltare quelle tombe in cui ci siamo cacciati e
abbiamo sepolto il nostro cuore, la speranza, la fiducia nel bene e l’impegno
di cercarlo.
“Usciamo con Gesù”: lo Spirito che ha agito
in lui, ridà la vita vera, anche a noi.
Ecco
che cos’è la Pasqua: è l’esodo, il passaggio, l’uscita nostra dalla schiavitù
del peccato, del male alla libertà dell’amore, del bene, di un’umanità bella.
Cristo Gesù è morto e risorto una volta
per sempre e per tutti, ma la forza della Risurrezione, questo passaggio alla
vita, all’umanità bella, come Dio la pensava da sempre, deve attuarsi in ogni
tempo, negli spazi concreti della nostra esistenza, nella nostra vita di ogni
giorno.
Accogliamo la grazia della Risurrezione
di Cristo! Lasciamoci rinnovare dalla misericordia di Dio, lasciamoci amare da
Gesù, lasciamo che la potenza del suo amore trasformi anche la nostra vita; e
con essa l’odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace, pace per
il mondo intero, fin dentro le nostre case e famiglie. Ci faccia custodi di
tutti i fratelli, del creato, del mondo.
L’alba di quel primo giorno della
settimana è l’alba di una nuova creazione, di una nuova umanità che apre alla
gioia e che con gioia salutiamo.
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