Venerdì santo – 18.04.2014
Gesù,
sei venuto, sei “uscito” dal Padre, per darci il tuo corpo e il tuo sangue, con
l’unico dolce comando di amarci. Ce l’hai consegnato ieri sera alla Cena, alla
quale hai voluto partecipassero i tuoi discepoli, peccatori come tutti. Ora
esci incontro alla croce e così ci riveli il punto più alto dell’umanità tua e
nostra. Tu sei la via, la via della croce, la via dell’amore.
Hai voluto percorrere l’esistenza nostra,
abbracciando noi hai abbracciato il nostro peccato, il nostro rifiuto di te,
della tua amicizia, e della fraternità che ci hai insegnato, per dirci che Dio
invece non ci rifiuta mai, anche quando non lo sentiamo, come è capitato a te.
Gesù, chi avrebbe mai immaginato che umanità è anche
“uscire incontro alla croce”, e non fuggirla? Il male, la morte, la cattiveria,
il peccato, ci aggrediscono ogni giorno, e molti soccombono alla sua violenza,
al suo inganno. E tu hai scelto di abbracciare questa umanità per dare speranza
nella disperazione, per dare luce nell’oscurità, per dare vita nella morte.
Il concludere l’esistenza tua terrena tra noi in
questo modo è condivisione della volontà del Padre che prega te, Figlio
prediletto, di amare i tuoi fratelli fino alla misura massima che gli umani
possono vedere ma non capire, fino a dare per loro la vita e a loro partecipare
il tuo Spirito.
La tua morte, Gesù, è obbedienza al vostro amore
trinitario, e insegna a noi l’obbedienza alla vita. “Uscire incontro alla
croce” è obbedienza alla vita, alle prove e responsabilità che essa ci mette
davanti, alle situazioni difficili in cui ci chiesto di stare senza rabbia o
disperazione, senza odio; è obbedienza all’amore che fa di ogni ferita un solco
dove può scendere un seme di bene.
Gesù, sei uscito incontro alla croce, non la fuggi
perché vi sei costretto e inchiodato ma perché Tu sei obbediente al Padre, al
suo amore, tu sei obbediente a noi, alla nostra esistenza.
La croce di tanti fratelli è spesso inspiegabile e
ingiusta; altre volte, la nostra, è frutto di scelte sbagliate, il nostro
peccato, oppure ci è messa sulle spalle dalla cattiveria altrui. Aiutaci, te ne
preghiamo, a farne luogo di amore, occasione di umanità che nella sconfitta
invece mostra il suo volto più bello, pur sfigurato dalla sofferenza, e rivela il cuore più grande forse proprio
perché squarciato dalle ferite, dilatato alla misura di Dio. Fa’ che non siamo
mai preda della paura, dello scoraggiamento, ma nemmeno della presunzione che
non dà salvezza.
La tua umanità sulla croce dice la cifra smisurata
dell’amore di Dio, come pure la chiamata a non rifuggire né l’umanità nostra né
tanto meno quella dei fratelli ancora più feriti dalla croce di cui magari
siamo anche colpevoli con il nostro egoismo. Piuttosto, Gesù, fa’ che in noi,
mentre stasera ancora una volta volgiamo lo sguardo a te trafitto per i nostri
peccati e sui nostri peccati, ci sia posto per il pentimento, per il dispiacere
di tanto male, per il non impedire da parte nostra che esso si scagli ancora
contro i più deboli, Noi chiediamo perdono a te e ai fratelli giudicati,
condannati, crocifissi, dalla nostra indifferenza ed egoismo. Trafiggi il
nostro cuore con lo sguardo buono che hai rivolto anche al ladrone, vi
fuoriesca ogni cosa cattiva e alla fine sgorghi da noi solamente pietà e
misericordia.
Gesù insegnaci ad “uscire con te incontro alla
croce”, come tante persone lungo la tua via; come e con i nostri missionari
rapiti che abbiamo nel cuore. Maria e il discepolo Giovanni che stanno presso
la tua croce ci danno coraggio. La fede della Madre tua che si trova a ripetere
il sì nel momento di massima oscurità in cui conosce lo strazio più grande, e
l’amicizia delicata, coraggiosa di Giovanni mentre tutti gli altri sono
fuggiti, la presenza discreta, fatta di affetto e pianto del piccolo gruppo di
donne che non ti hanno mai abbandonato, sono a noi lezione per “uscire con te”,
per seguirti in questa umanità che si dona fino in fondo, quale chicco di grano
che caduto in terra muore e porta molto frutto.
Gesù, nel gesto che ora compiremo avvicinandoci con
cuore a questo segno di te crocifisso, trasfondi in noi il tuo Spirito, come il
Padre vuole per tutti i suoi figli. Quel bacio e quella carezza che ti doniamo,
si prolunghino in una parola, in un gesto di perdono che portano nella nostra
casa, nella nostra famiglia, tra noi, come sangue che irrora la vita, nuova
umanità. Benedetto è il tuo uscire verso croce, benedetto sia il nostro passo
con te, benedetta ogni caduta dalla quale tu ci rialzi. Amen.
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