Domenica 02.11.2014 –
Commemorazione dei defunti
NB. Pensieri tratti da Papa Francesco –
04 dicembre 2013
Prolungando la preghiera che già ieri
pomeriggio abbiamo condiviso, oggi commemoriamo i nostri defunti. Li ricordiamo
con affetto e gratitudine, li affidiamo alla misericordia del Signore,e nel
pensarli non possiamo dimenticare la meta che anche noi attende: non la morte,
quella è una porta, ma la pienezza della vita, la risurrezione della carne, la
nostra umanità.
E’ una verità non semplice, e vivendo immersi
nelle cose concrete di questo mondo, non è facile comprendere le realtà future.
Ma il Vangelo ci illumina: la nostra risurrezione è strettamente legata alla
risurrezione di Gesù; il fatto che Egli è risorto è la prova che esiste la
risurrezione dei morti. Sì, Lui è risorto, e perché Lui è risorto anche noi
risusciteremo.
Dio, creatore e Padre di tutto l’uomo -
anima e corpo -, ne è il liberatore, il Dio fedele all’amore con il suo popolo,
con l’umanità Per questa ha in serbo una festa, un banchetto dove non ci sono
più lacrime e pianto, tristezza e dolore, ma solamente gioia e vita piena.
Gesù, porta a compimento questa
rivelazione, e ci assicura : «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25).
Infatti, sarà Gesù Signore che verrà e risusciterà nell’ultimo giorno quanti
avranno creduto in Lui. Egli ci ha presi con sé nel suo cammino di ritorno al
Padre. Il dono dello Spirito Santo è caparra della piena comunione nel suo
Regno glorioso, che attendiamo vigilanti.
E’ la fonte e la ragione della nostra
speranza: una speranza che, se coltivata e custodita, diventa luce per
illuminare la nostra storia personale e anche la storia comunitaria. Se
riuscissimo ad avere più presente questa realtà, saremmo meno affaticati dal
quotidiano, meno prigionieri di ciò che è provvisorio e più disposti a
camminare con cuore misericordioso sulla via della salvezza.
Che cosa significa risuscitare? E’ la trasfigurazione gloriosa di tutto il
nostro essere, corpo e spirito, pienezza di relazioni d’amore che qui abbiamo
coltivato con non pochi limiti. Come Gesù noi risorgeremo con i nostri corpi
che saranno trasfigurati in corpi gloriosi. Non sappiamo ancora come sia questa
cosa., Solo crediamo che Gesù è vivo e non
ci lascerà morire senza farci partecipi della sua risurrezione.
Del
resto già adesso, qui, abbiamo in noi una partecipazione alla Risurrezione
di Cristo. La vita eterna incomincia già in questo tempo che passiamo qui.
Mediante il Battesimo, abbiamo in noi stessi un seme di risurrezione, quale
anticipo di quella che riceveremo in eredità.
E
la via sicura che vi conduce è la carità, perché significa camminare proprio
con Gesù. Con la
carità: perché Lui è presente nei più deboli e bisognosi. Si è identificato con
loro: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato
da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi
avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi. …Tutto quello che
avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me»
(Mt 25,35-36.40). La solidarietà nel compatire il dolore e infondere speranza è
premessa e condizione per ricevere in eredità quel Regno preparato per noi. Chi
pratica la misericordia non teme la morte.
Siamo in cammino verso la risurrezione, e
saremo tutti insieme.Vedere Gesù, incontrare Gesù: questo è il nostro destino!
Questa è la nostra gioia!
Nessun commento:
Posta un commento