sabato 1 novembre 2014

OMELIA



Tutti i Santi – 01 Novembre 2014

- Ap 7,2,4-14
- 1Gv 3,1-3
- Mt 5,1-12

“Vidi un moltitudine immensa…”. E ‘un’esplosione di “cielo” quella che ci viene descritta nella visione della prima lettura. Un ‘esplosione di “cielo” che si riversa, invade, e fa bene alla terra.
Questa esplosione, invasione di cielo, di “santità”, di Dio, sulla terra fa bene perché aiuta l’umanità ad essere se stessa, aiuta tutti noi a renderci conto, come dice Giovanni nella seconda lettura, che siamo figli di Dio, ci aiuta vivere quali figli di Dio.

Ci porta “felicità”, e per rimanere nel linguaggio del vangelo, ci porta “beatitudine”.
Beati siamo non perché poveri, afflitti, perseguitati, troppo buoni, semplici, deboli, ma perché il “cielo”, cioè Dio, la sua santità, la sua vita, mediante lo Spirito è su di noi, è in noi.

Beati sono i poveri, con tutto il campionario di umanità qui ricordata, non perché “disgraziati”, senza grazia e benevolenza, ma perché pieni di grazia e di misericordia di Dio, beati perché “amati”!
Amati! Nelle prove e nella lotta che sosteniamo sino a dare la vita, a dare testimonianza fino in fondo in una vita di figli di Dio, in nostro favore e aiuto viene “il sangue dell’Agnello”. Va  a dire il Figlio di Dio Gesù e nostro fratello, che ci ama fino a morire, e poi per noi il Padre gli dà risurrezione.

Non siamo “santi”, non abbiamo la sua vita, la vita di Gesù in noi, per la nostra impeccabilità. La santità non è una condizione morale, o un comportamento che assumiamo, ma la vita che ci è donata con il battesimo e cresce nel nostro continuo incontro con Gesù, da cui siamo “amati, e quindi “beati”.

Questa esplosione di “cielo” che invade e fa bene alla terra, e ci rivela che santità è vita di Dio in noi “beati”, si chiama “comunione dei santi”. E’ la familiarità che nata grazie a Gesù si estenderà per tutta l’eternità.

Siamo, perciò, in comunione con tutte le donne e gli uomini di questo mondo che danno spazio e ascolto allo Spirito di Dio in se stessi, con un’esistenza di “figli di Dio”, anche se non lo conoscono, cioè un ‘esistenza di amore, giustizia, pace, fraternità.

Siamo in comunione, bella familiarità e sicura vicinanza, con i nostri cari che sono morti a questa esistenza terrena ma non sono dissolti nella nulla della polvere. I loro volti permangono a noi tanto cari. Perché ogni volto ci parla ancora non solo della storia che abbiamo fatto insieme, ma anche della storia dell’amore di Dio in cui essi ci hanno condotto anche senza saperlo. Sì, Dio legato ai nostri volti, ai nostri nomi, al volto e al nome di ciascuno di noi. Anche per questo c’è santità in noi. 

I nostri cari li ricordiamo con affetto, in special modo, oggi pomeriggio e domani nella preghiera.
Condividiamo con tutti, vivi e defunti, la vita che Dio ci ha dato e che non ritratterà più. Con Gesù che rimane in noi mediante il suo Spirito e la sua preziosa parola, continui, rinnovando così il mondo, il nostro cammino fino alla pienezza della santità, alla pienezza del cielo.






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