5°
Quaresima B – 18.03.2018
Geremia
31,31-34
Giovanni
12,20.33
“Vogliamo vedere Gesù, vogliamo conoscere
Gesù”. Se anche la noi alcuni stranieri facessero la stessa richiesta fatta da
alcuni pagani a Filippo e ad Andrea, dove li condurremo? In una chiesa, in un
Duomo, in un santuario? Ma no! Da Gesù
stesso! E non dimentichiamo che tale richiesta è anche il desiderio nostro, di
noi che magari a Gesù siamo accanto, lo seguiamo, e nello stesso tempo siamo
come in ricerca di avere conferme di bene, vita, amore.
Dove
e come, allora, incontrare Gesù? Insomma, chi è Gesù?
Ci
pensa lui a dare la più bella definizione di sé. Gesù è un chicco di grano,
anzi è “il chicco di grano che caduto
interra muore, produce molto frutto”. E’ qualcosa, qualcuno di molto
piccolo, ma di grande potenza e fecondità che scompare nella terra, che viene
sepolto nel solco. Proprio per questa sepoltura, grazie a questa morte, il
chicco germoglia, fiorisce, matura la vita, vita in abbondanza.
Che
significa questa sepoltura? Che vuol dire cadere nel solco dell’esistenza?
E’
“perdere la vita” in questo mondo; e qui ritorna quello che aveva detto a
Nicodemo, e cioè che Dio ha tanto amato “questo” mondo, un mondo non romantico,
idilliaco, ma cattivo e violento, sconvolto dal male; in “questo” mondo e non
in altro Dio ha mandato il suo Figlio.
“Perdere”
non è buttare via, non è essere privati o derubati di quei beni che fanno
felici noi; ma è donare invece quei beni che fanno felici gli altri!
Non
è facile. Anche in Gesù c’è un turbamento, dice il Vangelo. Gli uomini
comprenderanno la mia scelta? Forse no! Ma l’amore è tale quando accetta e
corre il rischio di essere incompreso, respinto, rifiutato tradito, ucciso. Cosciente
di correre questo rischio sono venuto nel mondo; “sono giunto a quest’ora” per sorreggere la vostra paura di
“perdere”, sembra dire Gesù.
La
sua preghiera: “Padre glorifica il tuo
nome”. Che vuol dire: aiutami a mostrare quanto peso ha il tuo amore in me,
il nostro amore, per la felicità degli uomini, perché loro abbiano la vita”.
Quanto
pesa un “chicco di grano” nella salvezza del mondo? Pesa quanto pesa l’amore di
una persona che dà la propria vita per tanti altri. Forse, pensiamo, un’inezia,
pochi grammi; forse, pensiamo, non cambia il corso delle cose, non modifica la
situazione. Il suo peso, cioè la sua fecondità ed efficacia sono inversamente
proporzionali alla sua piccolezza, e alla sua sorte. Quanto più piccolo è,
quanto più scende nella terra, quanto più sta nel solco di questo mondo con
amore, tanto più bene produce. Più in
basso va, più innalza l’umanità. E la attira alla vita.
Questo
chicco di grano è Gesù, un chicco di grano voglio essere con Gesù!
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