…nei giorni dell’…angoscia? No! Verso il dono dato in libertà!
Giovanni
12,1-11:
La Pasqua dipende dalla relazione che io ho
con Gesù. E la relazione è fatta di cuore!
Qual è il mio? Quello di Maria, sorella di
Lazzaro, con il suo silenzio e il suo cospargere di profumo i piedi del Maestro?
O quello di Giuda, dalle parole eticamente corrette ma prive di amore?
Forse, come per Maria, c’è qualcosa da “rompere”
anche in me per profumare d’amore, per eccedere nell’amore.
Devo scegliere: o
il buon profumo, misura da pazzi, o l’odore di morte, camuffato da buon senso.
Giovanni
13,21-28:
Stare accanto a Gesù. Ma come?
Come Giovanni, che poggia il capo sul petto
del Maestro?
E’ amico che raccoglie e corrisponde.
Come Pietro, che teme di essere coinvolto? Condivide,
ma fino ad un certo punto.
Come Giuda, che nel proprio cuore è già nella
notte, nelle tenebre?
Un chiamato…deluso.
Matteo
26,14-25:
Non quanto costa il mio Signore, ma quanto
costo io a Lui per darmi salvezza?
Io gli costo l’abbassamento del Figlio di Dio
a peccatore, a condannato, a preda della morte.
Cosa ci guadagno io con il mio Maestro? Non “trenta
denari”, non una misera libertà o la soddisfazione dei miei sogni (roba da…impiccarsi!), ma la vita vera, la
pienezza della vita stessa, più forte della morte, dell’odio, del peccato.
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