martedì 4 agosto 2020



BRICIOLE di PAROLA
…nella meditazione 
e preghiera                

04 Agosto 2020

Geremia 30 e Matteo 15,10-14

Attraverso la voce del profeta il Signore ricorda al suo popolo il male che l’affligge, “una ferita insanabile, una piaga molto grave, senza guarigione”. E’ una condizione assai triste. “Dove sono i tuo amanti? Dove sono coloro sui quali  tu contavi e ti appoggiavi?”.

Il Signore non teme di dire che in questa condizione Egli ci ha messo del suo: “io ti ho colpito…perché sono cresciuti tuoi peccati”. No, non è castigo, è correzione! E così sperimentiamo l’amarezza e le conseguenze del male a cui ci siamo abbandonati. La Misericordia di Dio sa essere “giustamente” severa, come un buon medico; non può tollerare che coloro che ama si lascino catturare dal male.  Egli non ci abbandona per farci ritrovare, per ridonarci la salute. Ricordiamo: “egli ferisce (giustizia) e fascia la piaga (misericordia), colpisce (giustizia) e la sua mano risana (misericordia)” (cfr Giobbe 5,17-19). E la parola di speranza prevale : “ Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò compassione delle sue dimore…Vi risuoneranno inni di lode, voci di gente in festa…Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio”.

Quant’è difficile, però, per il Signore, “ricostruirci”, rimetterci in piedi! Noi gli opponiamo la nostra presunzione e cecità. Sono atteggiamenti che ci impediscono di renderci conto che se c’è il male, la rovina, è perché esce dalla bocca nostra, dal cuore nostro. Che il Signore guarisca il cuore, le labbra nostre, e allora le ferite guariranno. Anzi, renda il nostro cuore limpido e buono, le labbra pure e vere cosicché possiamo, con l’aiuto Suo, sanare il nostro mondo.


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