BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
Assunzione della Vergine Maria - 15.08.2020
Apocalisse 12,1-10 - 1Cor 15,20-27 - Luca 1,39-56
Nel cuore dell’estate celebriamo questa solennità dell’Assunzione al cielo della Vergine Maria. Una festa che si rivolge nostro cuore e lo impegna; ancor prima è una verità della nostra fede che svela soprattutto il cuore di Dio che desidera e offre la gloria piena per Colei che è la madre della Suo Figlio che Egli ha richiamato dalla morte ed è accanto a lui nel cielo come Signore a cui tutte le creature si inchinano. Per la missione alla quale Maria è stata chiamata e alla quale ha detto il suo sì fino in fondo, Ella vive la risurrezione di Gesù, Suo figlio, partecipando in corpo e anima alla gloria di Costui sin dal suo passaggio da questa terra al cielo.
Lei, allora, vogliamo onorare per questo ulteriore privilegio che Dio le ha riservato. E se ci dà fastidio, o invidia, dire continuamente dei privilegi di questa donna, la Sua immacolata Concezione, l’Annunciazione, l’essere madre del Figlio di Dio, e ora anche l’Assunzione al cielo, beh chiamiamoli doni della grazie della Misericordia di Dio che a lei sono dati anche per noi. Infatti è la prima creatura che beneficia della risurrezione di Gesù, e diventa quindi l’annuncio che ogni creatura, anche noi, pur passando per il momento della morte, siamo fatti per la gloria del cielo, per la vita senza fine in Dio. E questa vita sarà in corpo e ad anima! Cioè tutta la nostra realtà umana sarà glorificata, purificata da quanto c’impedisce di godere della visione di Dio, il nostro peccato, e portata pienezza nel bene che qui avremo vissuto e fatto. L’Assunzione di Maria non è solo la glorificazione di una creatura, ma la promozione di ogni creatura! Perciò accanto all’onore che oggi le diamo e cantiamo, siamo nella gratitudine e nella gioia perché vediamo in Lei la nostra destinazione finale.
Vogliamo, quindi, con lei e grazie a lei, lodare Dio con il suo stesso inno che abbiamo proclamato nel Vangelo. Questo il motivo principe della liturgia odierna: lodare Dio per le grandi opere del Suo amore, e qui ne abbiamo un ulteriore segno che dà tanta speranza, ci conforta nelle prove della vita quando l’oscurità ci prende e non sappiamo dove andremo a finire. Noi lodiamo Dio quando la corporeità di cui siamo fatti la usiamo bene, la rispettiamo, le riserviamo il giusto onore, la curiamo, le riserviamo le attenzioni più amorevoli negli ammalati, in coloro in cui si va disfacendo in questa fase terrena. Il nostro corpo è luogo del vero amore e del dono di noi stessi, e non dell’aggressione e del possesso. Dio per amarci si è dato un corpo; Maria, affinché noi potessimo incontrare questo amore, ha dato il suo corpo, e non solo; noi l’amore lo sperimentiamo nel nostro corpo, anche se a volte è ferito, malato, persino bistrattato e usato male, e con il nostro corpo lo vedremo, lo godremo, nella gloria del cielo.
L’Assunzione di Maria non ce l’allontana, lei in cielo, esaltata, e noi in terra, tribolati. Sua missione è intercedere presso Dio perché Egli mostri a noi il Suo volto di Padre misericordioso. Ed è accanto a noi quale madre che mai dimentica o abbandona i figli che Gesù stesso le ha affidato, prendendo così le nostre difese contro il male, ogni male, del corpo, della mente, del cuore, dello spirito; e schiacciando quel “drago” che ne è l’istigatore. Maria fa correre su di noi lo Spirito santo perché quello che ha fatto in lei possa ripetersi anche in noi.
Di te, gloriosa, gioiscono gli angeli. Di te, luminosa tra le stelle cielo, abbiamo bisogno noi per camminare con gioia sulla terra. Maria Assunta, Vergine Madre e Porta del cielo, custodisci la mia vita, adesso e nell'ora della mia morte. Amen.
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