BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
2° Domenica B –17.01.2021
1Samuele 3,3-10 - Giovanni 1,35-42
(adattamento di una registrazione)
“Cerco casa!”…Abbiamo mai pensato che la nostra prima preoccupazione è quella di cercare una dimora, una casa, un luogo dove abitare, dove stare. Poi attorno a questo pensiero c’è tutto il resto. Ma voi sapete per esperienza che è primario questo bisogno di trovare una casa dove abitare. Ebbene Gesù è la casa, è la dimora dove noi possiamo stare, rimanere come questi due che sono stati messi davanti all’Agnello di Dio, a Gesù, da Giovanni il Battista. Lì avrebbero dimorato, sarebbero rimasti per sempre.
Ecco il nostro primo pensiero è proprio questo. Gesù è la mia dimora, è la mia casa, è il luogo dove io sono chiamato a vivere. E di Gesù e del suo Spirito, io divento a mia volta dimora, come scrive l’apostolo nella seconda lettura quando dice “guardate che anche il vostro corpo è dimora dello Spirito Santo”, è dimora di Dio, quindi trattatelo bene, non fatene né un idolo, né lo disprezzate, né datevi alle impurità, né datevi all’esagerazione, ma rispettatelo perché è la dimora di Gesù, è la dimora dello Spirito Santo.
E se vogliamo ancora completare questo pensiero sulla dimora, abbiamo anche la prima lettura dove il piccolo Samuele cresce presso il Tempio di Dio, e in questa dimora che è il Tempio di Dio viene aiutato dal suo, oggi si direbbe dal suo tutore, il suo educatore, il sacerdote Eli. E in questa dimora, il Tempio di Dio, come tutore egli si prende cura di questo piccolo che i genitori gli avevano portato. Qui Samuele conoscerà la Parola di Dio e ne diverrà un servitore, un annunciatore.
Ecco io vorrei lasciare questa sera, a me e anche a voi, proprio questa parola della dimora. Mi ha sorpreso, mentre riascoltavo nuovamente adesso le letture che venivano proclamate. Le avevo fatto oggetto di meditazione con altri pensieri che volevo comunicarvi. Invece mi sono detto no. Avevo dentro qualcosa che mi spingeva a non trascurare questa suggestione. E allora, ecco, cambio la predica perché sento che la mia chiamata è porre la mia vita in questa casa, in questa dimora, in questa amicizia con il Signore, Cristo Gesù.
Egli risponde a quell’interrogativo, a quella ricerca di vita che c’è in noi. Questi due, che poi sono Andrea e Giovanni l’evangelista che racconta l’episodio erano i discepoli del Battista che andavano in cerca di una casa, non in senso materiale di muri, ma di un posto dove trovare luce, dover trovare significato per la loro esistenza, di risposte alla vita, e che si sono sentiti indicare “ecco quella è la vostra casa, quella è la dimora, è in posto..”. Vanno dietro Gesù, lo seguono, e Gesù si gira quasi infastidito, “Che cosa cercate? Che cosa volete?”. E’ infantile la contro-domanda, ma quella più vera che tutti ci portiamo dentro: “Rabbì, dove dimori? Maestro, dove abiti?”. “Venite e vedrete”.
“Venite e vedrete”. Accogliamo questa invito, questa ospitalità che Gesù ci offre. Ci fa sentire a casa quando rimaniamo con Lui. E allora in questa casa nessuna parola andrà perduta di quelle che potremo udire, come è successo al piccolo Samuele che poi è diventato un grande profeta, e la guida del re Davide. Ma tutto sta dove possiamo trovare la nostra dimora, la nostra casa. Dove c’è Gesù, c’è casa!
Nessun commento:
Posta un commento