Battiti del cuore...
"Incontro allo sposo" ... ci sta bene un abbraccio!
Sono stato chiamato ad accogliere alcuni fratelli e sorelle che chiedevano di celebrare il “sacramento” (segno efficace che dice e dà) del perdono, della riconciliazione , o “confessione”.
Mentre attendevo a questo servizio che fa parte del mio ministero alcuni pensieri andavano occupando la mia mente e il mio cuore. Diventa sempre più difficile, poco comprensibile, stimare la bellezza di questo incontro che in tanti è causa di disagio, di paura, se non di violenza che vuole quasi forzare la coscienza delle persone.
“Confessare” ad altri è termine ingiusto, crudele, coercitivo, se riferito alla commiserazione di se stessi, quasi ritenendoci incapaci di riconoscere da noi la nostra condizione, propensi ad assolverci a volte, a giudicarci con benevolenza o con durezza, o ancora a rassegnarci con amarezza, magari comodamente, quando vediamo che le cose non cambiano mai.
Perché mai lo devo fare? Non c’è niente o comunque mi arrangio, o resto quello che sono…
Così sono proseguiti i miei pensieri nella consapevolezza che “confessarmi”, o meglio celebrare questo incontro, è molto di più, è tutto quello che può dirmi e darmi l’ abbraccio di Chi mi ama.
Mi sono detto: io non vado a “confessarmi” per cambiare ( o almeno per questo tentativo!) ma perché credo e so che il Signore non cambia mai nei miei confronti! E ho bisogno di averne conferma come l’amata o l’amato vive e ne ha bisogno ricevendo l’abbraccio, gratuito, fedele, preveniente, di chi l’ama. Penso che la gioia del Signore sia più grande della mia perché Egli sì può finalmente “confessare a me” che mi vuole bene.
Nell’incontro del sacramento del perdono, della riconciliazione o “confessione”, non sono io che mi confesso o confesso i miei peccati. Ma è Lui che confessa a me di continuare ad amarmi e vuole per me una vita bella, buona, felice, una festa continua (cfr. Luca 15).
Chi non ha bisogno di abbracci, chi non li avverte, chi li sfugge, chi li respinge, chi li reputa debolezza, chi considera quello che riceve una “paga”, un conto da saldare… è servo, non figlio. Ma il Padre ha solo figli!
No, non è necessario dire tante cose…ma lasciare spazio a tanto amore!
Ci si abbraccia in silenzio.
La parola è già stata detta : è Gesù! Il dialogo è già avvenuto: è Gesù!
L’abbraccio è fatto di silenzio, di tenerezza, di fortezza, di lacrime, di gioia…
Nessun commento:
Posta un commento