Temperatura del cuore
fugge dell’inverno il rigore,
estate bella e rinnovata
quando la persona viene amata.
Spezza l’egoismo che tiene geloso e stretto
persino l’affetto più bello e benedetto,
dividi la ricchezza, la bontà che va oltre,
chi ha freddo, solo e triste, trovi la sua coltre
Vinci la paura di rimanere privo e senza
della gioia, della festa, della vita vera essenza.
Condividi ciò che sei, ciò che hai, tu immeritato dono,
e il perdurare del grigio giorno non abbia in te trono.
“Olio di letizia e non abito da lutto”,
il tuo amore rinnova tutto,
e sorride, salta, canta in allegria
chi per grazia ti ha scorto sulla via.
Giorno diventa annuncio di bontà,
di più, nessun gelo e freddo vince carità.
Ogni ora attende il passo fin dal mattino
del cuore grande e del mantello di Martino.
RIFLESSIONE
La responsabilità, l’impegno, il dovere, vissuti con rigore, limitano, mortificano, tolgono spazio all’amore; intristiscono l’esistenza nostra e altrui. Le cose buone, anche le relazioni più belle diventano gabbie, diventano celle, tarpano ali, impediscono il volo, la libertà che dell’amore è necessità! Così non si va oltre le nostre cose spesso pesanti e pur noiose. Gestire l’amore come un affare o degli affari corona alla felicità di casa proprio non dona. La paura, l’interesse, anche buono, troppo spesso speriamo che alla giornata diano tono, e la parola “dai, facciamo corri qui, non andare…” smorza il sorriso, porta un cupo suono. No! L’amore è consegna serena di chi stringe, e anche di chi lavora di buona lena, ma non dimentica che più importante e più bello non è fare il proprio dovere, quanto piuttosto essere per gli altri motivo di godere. Né lamento, né silenzio, né rancore o rabbia, quando ami non è necessario che il mondo sappia, ma se concedi uno spiraglio, un pertugio al tuo cuore, vince e brilla per tutti, in casa e fuori, l’amore.
Mio Dio, cosa mi succede? Il parlare, lo scrivere, conversare e predicare, il riflettere in rime incede. Sono preoccupato: posso essere ammalato? E’ pretesa poesia, per quanto povera, lo riconosco, essa sia. Sento invece dentro di me incontrollabile musicalità, quasi movenze di danza che da tempo stanno strette nella segreta stanza. Anche questo mantello, coltre, ricchezza o povertà da spartire, lasciando a chi legge libertà di ringraziare o compatire.
Caro DON FRANCESCO,anche anche a mè piace scrivere ed espirimere i miei pensieri,questa nuova tecnologia moderna ci fa avverare sogni che non avremmo mai potuto realizzare e condividere con altrui.Le poesie e rime piacciono pure a mè,ne scrivo anchio alcune,però le tue sono più belle. Continuerò a seguirti nel tuo viaggio di scrittore Parrocchile.
RispondiEliminaCara Maria c.(così ti firmi) sono lusingato dell'apprezzamento tuo per i miei poveri e semplici versi in rime quasi appunto come passi di danza del cuore. Son certo che anche tu ne hai di bellissimi. Lo sono sempre quando sono veri! Sarò ben contento di conoscerli. Eccoti la mia email: monteviale1951@telemar.it
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