martedì 1 novembre 2011

Festa di tutti i santi


Solo la luce e il calore della festa che mi attende accendono il buio e sciolgono il freddo della morte!

Andare al cimitero, visitare le tombe dei nostri cari, ricordare con mestizia e tristezza che non sono più con noi, rassegnarsi che così vanno le cose… E’ troppo poco! Io non ci sto! Eppure questo gesto che rimane di affetto viene illuminato da una grande festa che mi sfugge via occupato come sono dai miei morti. E’ la festa dell’ “assemblea festosa dei santi in cielo” che è poi la festa dei nostri cari che già sono arrivati a casa. E io mi fermo a piangerli (?), piangerli lì sulla tomba! Peccato non accorgermi che questa festa del 1° Novembre che ci convoca tutti nelle nostre chiese prima ancora che nei cimiteri è la meta che mi viene annunciata,  la gloria e la vita piena che mi saranno date, le sole che mi consentono di andare anche al cimitero con il sorriso, di affrontare anche la morte senza temere di essere ingannato. E’ come salire su un’alta montagna, raggiungere la vetta quando sarà, ma intanto guardarla spesso per trovare coraggio in mezzo alle difficoltà, a dubbi, incertezze e paure. Dopo aver fissato il mio cuore nella luce, posso girare gli occhi anche sulle zone di buio che mi sorprendono. Certo occorre anche guardare dove poso i piedi, mettere in conto cadute, pericoli, momenti difficili, passaggi incredibili (appunto come quello della morte) ma è la vetta che mi attrae, la famiglia festosa che tutti insieme formeremo con i nostri cari. Non, non è possibile, non ha senso andare al cimitero senza esultare del futuro che mi è dato in Cristo Gesù Risorto. Ecco perché i Santi prima dei morti! E’una bellissima realtà per tutti gli uomini, per tutte le creature, per quanti hanno creduto nella vita, l’hanno amata, custodita, servita, donata nella sincerità della loro coscienza, credenti o no (poiché lo Spirito di Cristo è dato a tutti quelli che scelgono l’amore, anche se non lo sanno!). Allora altro che star lì a misurare se una o due Messe in questi giorni (“perché tanto ci vado al pomeriggio al cimitero!”) quando invece in questa festa dei santi mi è dato di contemplare innanzitutto quella luce straordinaria con la quale posso davvero stare accanto alla tombe dei miei cari non con il pensiero di cose passate, ma con il desiderio di quelle certe e future; quella luce che mi aiuta a camminare senza sentire solo il peso della fatica, la tristezza di passi difficili, la tremenda solitudine, o strappi dolorosi appunto come la morte. Come vorrei che anche i miei fratelli e sorelle comprendessero questa straordinaria grazia della fede!

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