martedì 1 novembre 2011

OMELIA  
al cimitero 01.11.2011

  Ancora una volta abbiamo varcato il cancello di questo cimitero per l’annuale visita alla tomba dei nostri cari. E’ gesto d’affetto, una visita portatrice di gratitudine e riconoscenza, ed esprime il desiderio di un legame, di una comunione spirituale, di un amore, una carità che mai finirà. Siamo qui con una preghiera cara per affidare familiari, amici, persone conosciute e no, alla bontà di Dio, nostro Padre, che ci vuole accogliere tutti nella sua casa, quale frutto dell’amore di Cristo.

Affetto, riconoscenza, preghiera, non mettono a tacere una legittima domanda che sorge in noi. Una domanda che nella fede intravede la risposta, non ancora pienamente comprensibile, ma certa che viene dalla morte e risurrezione di Gesù: “chi potrà mai separarci dall’amore di Cristo?”.
Chi o che cosa potrà mai portarci via ciò che abbiamo di più caro e bello?
Chi o che cosa ci priverà della vita, dei nostri cari, delle nostre speranze?
Chi o che cosa metterà fine al nostro desiderio e, alla nostra ricerca di felicità?
Chi o che cosa potrà farci dire che tutto è un’illusione provvisoria senza senso?
Chi o che cosa potrà mai cancellarci dalla vita, che significa essere separati dall’amore di Cristo che è la vita, che per noi ha dato la vita, che in noi ha trasferito la sua vita!

Ogni passo che facciamo per avvicinarci alla tomba dei nostri cari, ogni preghiera o gemito che abbiamo in cuore e affiora sulle labbra, ogni ricordo di cose passate che sa di nostalgia o amarezza,  sia uno scandire, con nostre parole, quello che Paolo ha confessato nella lettura ascoltata poco fa: “io sono persuaso che né morte, né esistenza per quanto sbagliata, né passato, né presente che temiamo, né avvenire che non conosciamo, né fascino o potenze di questo mondo o altre, nessuna creatura, potrà mai separare noi dall’amore di Dio in Cristo, Signore nostro, dalla vita”.

Se non ci basta la testimonianza di Paolo, se è confuso il desiderio che abbiamo in cuore, ci rassicura la Parola stessa di Gesù nel vangelo: “ tutto ciò che il Padre mi dà verrà a me, io non lo respingerò, perché questa è la sua volontà: che io non perda niente e nessuno, ma lo guidi a risurrezione e pienezza di vita”.

Siamo qui con una domanda che s’impone al nostro cuore. Una risposta frettolosa e sotto gli occhi tutti ci è data. Queste tombe, i resti mortali, dissolti nella polvere,dei nostri cari. Ma non è questa la verità. La verità è Cristo Gesù Risorto e con lui tutti coloro che Dio ama, che sinceramente lo hanno amato, che hanno amato del suo amore anche senza conoscerlo questa esistenza e tutti i fratelli.

Al termine di questa preghiera che abbiamo qui condiviso nell’Eucaristia, l’interrogativo e le tante tristezze continueranno a venire con noi. Ma la luce che viene dalla festosa assemblea dei santi in cielo che oggi la comunità cristiana celebra accende la nostra speranza e rasserena il nostro cammino arricchendolo di fiducia e di carità. Ed anche una commemorazione che sa di tristezza e mestizia diventa nostalgia e certezza che ritroveremo e riabbracceremo i nostri cari nella vita piena e nuova che Gesù ci donerà.

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