giovedì 21 novembre 2013

IL CATETERE

(…di necessità, non sempre virtù! Ma si può!)



Lo scherzo dura poco,
innaturale cannula
a soddisfare bisogni
animali e terreni.
Pizzica, struscia, violenta,
 il catetere invade,
estraneo prolungamento
di creazione “molto buona”.
Occhio di riguardo
all’organismo ferito,
“pazienza” non sente,
e la carne tira crudele.
Suvvia,
grato e dolente,
nulla mai vien per niente,
e anche tu,
cannula imposta,
ti fai cordone di umanità.
Tra lamento e sorriso
l’ora è ancora lunga,
e sia giunta sulla via
quella che Gesù chiamava
“mia”.
Grazie a te,
inconsapevole strumento
di cura e premura,
sia però lieve il tuo sostare
in membra che non cessano
di sentire e di amare.

Titoli di fondo…


No, Dio non sa
cos’è corpo.
Ed io so
cos’è Spirito?

Ecco insieme
l’umana persona,
di carne d’amore e di dolore
viene Gesù.

Con Lui vivo,
a fratelli e sorelle legato,
umano, debole, efficace,
in un “catetere”
che non trattiene…
 l’amore.










Nessun commento:

Posta un commento