(…vietato a chi non ha stomaco o si
ritiene…troppo angelico!)
Scorre il tempo,
vento, sole, pioggia,
in giorni autunnali,
si sente pure la stagione
di giorni “medicinali”,
con flatulenze,
canalizzazioni,
minzioni,
miscela di dolori
e di strane “devozioni”.
Umori del corpo,
liquido organico,
incolore,
inodore,
giallo paglierino il colore,
in sacca va,
lavando purificando,
ogni mattina,
inusuale
stupore,
“bella chiara, è l’…urina”.
Ah, la sacca
usa svuota getta,
provvidenziale custodia,
temporanea vescica
per espurgere tossici malanni,
persino tepida al tatto di chi,
delicata bontà,
si riveste,
come guanto,
di umile carità.
Non scandalizzi
poesia poco nobile,
eppure è vero, saggio,
riflesso filosofico
di tempi andati,
l’io inferiore si scuote,
e “chi vuol fare l’angelo fa la bestia”,
meglio qualche cerotto,
garza e bende,
a proteggere le pudende.
Spirituali siamo,
ma in sacca
d’umana pelle,
per consacrare
non gettare
la natura
che del soffio
del Creatore
rimane intelligente
ammirevole fattura.
Al fin “sgorgheranno
fiumi d’acqua viva”
in chi l’accoglie nel cuore,
mentre non sono materiali effluvi
a mortificare
opera sì bella
ove scorre,
“Dio in carne”,
ancora oggi
la buona novella.
Nessun commento:
Posta un commento