domenica 13 dicembre 2015

OMELIA
  
3° Avvento C – 13.12.2105

- Sofonia 3,14-18
- Luca 3,10-18

E’ iniziato l’anno della misericordia. E se, per qualche retaggio del passato, questa parola ci porta a pensare qualcosa di triste, penitenziale, che sa di sacrificio e di flagellazione, siamo fuori strada. Siamo subito sconfessati. Già l’aveva detto e continua ripeterlo  papa Francesco: la vita cristiana è gioia di essere amati, e la misericordia è il cuore del vangelo, l’architrave della chiesa.

Non poteva esserci domenica più appropriata, con questa parola del profeta Sofonia che abbiamo ascoltato, ad incoraggiare il cammino dell’anno giubilare: Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna… «Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente.  Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia». E ti contagerà di questa gioia.

Non pensate che sia il canto di un ingenuo o illuso o di uno che vuole imbrogliare la gente.
Sofonia non risparmia a nessuno terribili parole : Guai alla città ribelle e contaminata ,alla città prepotente! Non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione.Non ha confidato nel Signore,non si è rivolta al suo Dio. I suoi capi in mezzo ad essa sono leoni ruggenti,i suoi giudici sono lupi di sera, che non hanno rosicchiato al mattino. I suoi profeti sono boriosi,uomini fraudolenti. I suoi sacerdoti profanano le cose sacre,violano la legge.”

Ebbene dentro questo orizzonte di idolatria, di ingiustizia, di materialismo e abusi, - orizzonte che ci è quanto mai familiare, attuale, l’uomo di Dio annuncia una possibilità nuova, invita alla gioia. Dio apre una possibilità  nuova e il vero credente non cede al pessimismo, alla rassegnazione triste, non dimentica quello che è stato ricordato per ben due volte nel piccolo brano: “Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente”. La potenza dell’amore, la misericordia, con  la sua gioia. “Dio è in mezzo a te”, più precisamente “è dentro di te” come un  bambino nella pancia della mamma, immagine principe per spiegare la misericordia.

A fronte di tale annuncio, la parola concreta e precisa di Giovanni Battista ci da qualche indicazione su come prepararci e aprirci a questa novità di Dio che viene e che è in mezzo a noi.
“Che cosa dobbiamo fare?”, gli chiedevano i suoi uditori. “Che cosa dobbiamo fare?” gli chiediamo anche noi per camminare nella misericordia che viene, nella gioia che ci è data (e che la qualifica come vera!).
Il Battista dice che non si tratta di fare cose strane o in più. “Voi che siete addetti alla tasse non spremete la gente mettendo tangenti a vostro interesse; e voi che avete in mano la forza, non approfittate del vostri ruolo per maltrattare, estorcere”.

A noi che siamo cristiani quotidiani potrebbe dire “fate bene le cose di ogni giorno”: se siete sposi e genitori, siate fedeli nel matrimonio e capaci di ascoltare i figli; se siete lavoratori, fate una vita professionale onesta e seria pensando che il frutto del lavoro può essere fonte di solidarietà e carità…
Cristiani quotidiani diventiamo motivo di gioia per tutti e mostriamo che davvero è in mezzo a noi Dio. Siamo il volto della sua misericordia, ancor più perché condividiamo, vesti, cibo, risorse, possibilità di vita serena con chi non ne ha.

Quando, al termine della Messa usciremo insieme dalla chiesa e concluderemo la nostra preghiera con la benedizione sul sagrato, oggi in modo speciale ricordiamo che tale benedizione è un invio che riceviamo, un invio risposta alla domanda “che cosa dobbiamo fare”, un invio connotato di gioia, perché il Signore viene ed è in mezzo a noi.









 

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