venerdì 25 dicembre 2015

OMELIA

 
Notte di Natale 24.12-2015

Carissimi tutti “vi annuncio una grande gioia. È nato per voi il Cristo Signore”.
Il volto di un Bambino che sa di tenerezza e di latte, di baci e di panni che lo riscaldano, è il volto della Misericordia di Dio che dà salvezza. Mendica accoglienza e porta gioia, e rivelare subito i tratti del Padre suo celeste che non s’impone ma si offre con delicatezza, con rispetto grande,  al bisogno profondo che noi abbiamo di essere amati e che non sempre riconosciamo.

“…un bambino avvolto in fasce adagiato in una mangiatoia”.Questa nascita dice lo stile di Dio, e allora non possiamo né avere paura di fronte a Lui - ci prende il cuore con queste semplicità  e mitezza – né essere tristi e preoccupati.

Il “bambino”ci svela che la misericordia è presenza umile, combattiva tenerezza del vangelo, che con delicatezza si oppone all’arroganza dei cuori, li invita fuori dalla notte in cui si trovano, toglie le catene dell’odio, del rancore, della vendetta, fa cadere le armi dalla mano degli uomini, ispira pensieri di fedeltà e di custodia verso chi e verso quanto ci è stato donato in questo mondo, fa limpido il nostro sguardo. 
Questo “bambino” crescerà ma resterà il Bambino che ci è stato dato, si manifesterà sempre così, “amore dato per dono”, umanità bella, umanità di cui abbiamo nostalgia quando, purtroppo, conosciamo violenza, crudeltà, ingiustizia; umanità che risolleva dalla tristezza o miseria in cui tanti “poveri” sono confinati, e muove noi a meraviglia.

Riscoprite fratelli e sorelle tutti, con stupore questa umanità di Dio, a noi data da Cristo Gesù.
Il bene ha il volto della semplicità, umiltà, limpidezza, candore, ed è salvezza dalla superbia e prepotenza.
Il bene non ha doppi fini o interessi, se non quello di dare bellezza alla vita, come bello è il volto di un bimbo. E vogliamo sia volto bello anche il volto dei bambini non voluti e uccisi nel grembo materno o nella guerra, di tanti bambini violati, maltrattati, trascurati, provati dalla miseria….

Questa umanità è avvolta in “fasce”, va protetta. Diamo calore, più calore, più amicizia sincera, più fraternità bella perché il freddo della solitudine, le asperità pungenti dell’esistenza non mettano il diritto di essere umani di tutti, confermato dall’incarnazione del Figlio di Dio. Diamo il calore di chi apre il cuore  e, se necessario, le porte della propria casa; il calore di un abbraccio, di un sorriso, il calore del perdono, della solidarietà: sono le “fasce” che avvolgono e proteggono. Una calda umanità è salvezza dall’individualismo e dall’egoismo di tante nostre relazioni gelide e formali. Carissimi, ci sia calore nella vostra casa; calore per i poveri, anziani, ammalati, per gli immigrati e profughi…

E, infine, la “mangiatoia”! L’umanità del Figlio di Dio, e con Lui la nostra, si fanno cibo, pane, alimento, per tante persone. Ed è pienamente realizzata, quando sfamiamo di amore il nostro mondo, quando vinciamo la fame materiale di ancora troppi poveri, la sete di giustizia di molti altri, riconosciamo e difendiamo la dignità dei più deboli e infelici, diamo speranza anche a chi ha sbagliato, prigioniero della sua stessa cattiveria. Uso il presente perché con Gesù il futuro è già qui. Vogliamo essere lì nella “mangiatoia”, nel posto dove gli altri possono nutrirsi non della nostra rabbia o odio, ma della nostra misericordia, del perdono, da noi ricevuto e da noi usato.

Stupore, calore, amore… fan rima con il Salvatore. Non ci scandalizza più che ci stia anche…dolore. Ma stanotte ci mettiamo soprattutto gioia! E anche là dove la sofferenza e la tristezza non vogliono cedere il passo, proprio là, prima che altrove, ci sia l’eco della gloria del cielo e la pace data a tutta la terra. Buon Natale.













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