Notte di Natale 24.12-2015
Carissimi
tutti “vi annuncio una grande gioia. È nato per voi il Cristo Signore”.
Il
volto di un Bambino che sa di tenerezza e di latte, di baci e di panni che lo
riscaldano, è il volto della Misericordia di Dio che dà salvezza. Mendica
accoglienza e porta gioia, e rivelare subito i tratti del Padre suo celeste che
non s’impone ma si offre con delicatezza, con rispetto grande, al bisogno profondo che noi abbiamo di
essere amati e che non sempre riconosciamo.
“…un
bambino avvolto in fasce adagiato in una mangiatoia”.Questa nascita dice lo
stile di Dio, e allora non possiamo né avere paura di fronte a Lui - ci prende
il cuore con queste semplicità e
mitezza – né essere tristi e preoccupati.
Il
“bambino”ci svela che la misericordia è presenza umile, combattiva
tenerezza del vangelo, che con delicatezza si oppone all’arroganza dei cuori,
li invita fuori dalla notte in cui si trovano, toglie le catene dell’odio, del
rancore, della vendetta, fa cadere le armi dalla mano degli uomini, ispira
pensieri di fedeltà e di custodia verso chi e verso quanto ci è stato donato in
questo mondo, fa limpido il nostro sguardo.
Questo
“bambino” crescerà ma resterà il Bambino che ci è stato dato, si
manifesterà sempre così, “amore dato per dono”, umanità bella, umanità di cui
abbiamo nostalgia quando, purtroppo, conosciamo violenza, crudeltà,
ingiustizia; umanità che risolleva dalla tristezza o miseria in cui tanti
“poveri” sono confinati, e muove noi a meraviglia.
Riscoprite
fratelli e sorelle tutti, con stupore questa umanità di Dio, a noi data
da Cristo Gesù.
Il
bene ha il volto della semplicità, umiltà, limpidezza, candore, ed è salvezza
dalla superbia e prepotenza.
Il
bene non ha doppi fini o interessi, se non quello di dare bellezza alla vita,
come bello è il volto di un bimbo. E vogliamo sia volto bello anche il volto
dei bambini non voluti e uccisi nel grembo materno o nella guerra, di tanti
bambini violati, maltrattati, trascurati, provati dalla miseria….
Questa
umanità è avvolta in “fasce”, va protetta. Diamo calore, più
calore, più amicizia sincera, più fraternità bella perché il freddo della
solitudine, le asperità pungenti dell’esistenza non mettano il diritto di
essere umani di tutti, confermato dall’incarnazione del Figlio di Dio. Diamo il
calore di chi apre il cuore e, se
necessario, le porte della propria casa; il calore di un abbraccio, di un
sorriso, il calore del perdono, della solidarietà: sono le “fasce” che
avvolgono e proteggono. Una calda umanità è salvezza dall’individualismo e
dall’egoismo di tante nostre relazioni gelide e formali. Carissimi, ci sia
calore nella vostra casa; calore per i poveri, anziani, ammalati, per gli
immigrati e profughi…
E,
infine, la “mangiatoia”! L’umanità del Figlio di Dio, e con Lui la nostra,
si fanno cibo, pane, alimento, per tante persone. Ed è pienamente realizzata,
quando sfamiamo di amore il nostro mondo, quando vinciamo la fame
materiale di ancora troppi poveri, la sete di giustizia di molti altri,
riconosciamo e difendiamo la dignità dei più deboli e infelici, diamo speranza
anche a chi ha sbagliato, prigioniero della sua stessa cattiveria. Uso il
presente perché con Gesù il futuro è già qui. Vogliamo essere lì nella “mangiatoia”,
nel posto dove gli altri possono nutrirsi non della nostra rabbia o odio, ma
della nostra misericordia, del perdono, da noi ricevuto e da noi usato.
Stupore,
calore, amore… fan rima con il Salvatore. Non ci scandalizza più che ci stia
anche…dolore. Ma stanotte ci mettiamo soprattutto gioia! E anche là dove la
sofferenza e la tristezza non vogliono cedere il passo, proprio là, prima che
altrove, ci sia l’eco della gloria del cielo e la pace data a tutta la terra.
Buon Natale.
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