lunedì 10 aprile 2017

BRICIOLE di PAROLA

 Isaia 42, 1-7 e Giovanni 12, 1-11.

"Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. 
Ho posto il mio spirito su di lui... ". 

Con la forza della mitezza e la dolce tenerezza, dono dello Spirito, farà "uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre". 

È l'opera della passione d'amore di Gesù.
Egli viene a sovvertire la consuetudine dell' "araldo del re" di "spezzare la canna incrinata e spegnere uno stoppino dalla fiamma smorta"(gesti compiuti in piazza, a rendere irreversibile una condanna a morte) e a proclamare la liberazione (prendendo il posto di chi porta le conseguenze del male compiuto! ). È la missione del "servo di Dio" che dà la vita, del Figlio eletto che il Padre ha mandato.
 

Quando mi aprirò a questo dono? Quando imparerò a seguirlo in tanto amore?

Per il momento posso solo "ungere", onorare, adorare "i piedi di Gesù... manifestare innamorato affetto, il più bello, verso di Lui, "profumare" di questo ogni cosa in modo che "in tutta la casa sia l'aroma di tal profumo".
La preghiera e carità di questi giorni siano così profumati!
Vera adorazione, "nardo prezioso"!


In fin dei conti, è il modo per condividere quanto vive Gesù e per questo Egli mi ha voluto tra i suoi, mi ha onorato della sua amicizia, come nella casa di Lazzaro con Marta e Maria.

"Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia" - per realizzare con te il mio progetto di dare salvezza all'umanità che amo - "e ti ho preso per mano".
"Ti ho preso per mano".
Stupenda parola d'amicizia e d'amore!
"Ti ho preso per mano", e non ti lascio!


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