Venerdì Santo –
14.04.2017
Signore Gesù, il nostro sguardo,
il nostro cuore, si volgono a te in questo momento con un pensiero di
affettuosa gratitudine, commossa e confusa, ma sincera.
Ieri sera, alla tua mensa, ci
chiamavi ad “aver parte con te” a quell’amore “sino alla fine” che nutri per
noi e per il quale ti inginocchi a “servire” la nostra povera, malconcia,
umanità. Ci siamo sentiti onorati, benedetti, da te abbracciati.
Stasera, Gesù, sei tu che vuoi
“aver parte con noi” della nostra condizione, triste ed infelice di peccatori,
di fratelli tuoi, prigionieri del peccato, a questo crocifissi. Salendo sulla
croce tu ne hai cambiato il significato, ne hai rivelato il vero valore, oserei
dire la sua bellezza. Non più oggetto e strumento di maledizione, ma luogo di
benedizione dove le braccia, e il cuore, sono spalancati ad abbracciare il
mondo. Qui tu sei stato “trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le
nostre iniquità”, e per le tue “piaghe siamo stati guariti”. Tu,
senza peccato, hai voluto aver parte alle sue terribili conseguenze, alla
morte, e alla morte di croce, per non lasciarci soli, come condannati senza
speranza. Sì, fino in cima alla croce, fin nel profondo della morte, ci
raggiungi. Siamo anche noi “innalzati”. La nostra benedizione continua!
Gesù, crocifisso per noi e con
noi, amante e amato, ti fai testimone della verità, quella che Pilato, come gli
uomini di oggi, purtroppo soltanto in qualche occasione tragica dell’esistenza,
forse cercava. “Che cos’è la verità?”. Eccola qui la verità. Tu, in
croce, sei la verità! “…per questo sono nato e sono venuto per dare
testimonianza alla verità”: l’amore smisurato del Padre che manda il Figlio
e questi, in perfetta comunione con tale amore, dà la vita per i fratelli,
tutti i figli di Dio. Certamente triste verità è il tanto male, il cumulo di
cattiverie e di violenza che c’è nel mondo il sangue sparso per odio. Ma è dal
tuo sangue versato, invece, per amore che siamo lavati e purificati.
Ci accostiamo a te, Signore Gesù,
a questo trono di grazia per ricevere misericordia e guarigione,
liberazione e salvezza, la benedizione che mai finisce.
Gesù, crocifisso amore, non manca
una pizzico di tenerezza in questa benedizione che ci dai dalla tua croce. E
questa rende ancor più confusa la nostra gratitudine. Rivolto alla madre tua,
Maria, che ha voluto essere presente al compimento della missione per cui ti
aveva accolto e generato, accompagnato in silenzio lungo il tuo ministero
pubblico, e rivolto al discepolo che non ti aveva abbandonato, ecco l’ultimo
dono : “Donna, ecco tuo figlio…ecco tua madre”.
Nell’ora della prova, la consegna di quanto hai di più
caro dice la tua volontà di non lasciarci sprovvisti di segni che ci ricordano
il bene che ci porti e della cura che ti prendi per noi. Le persone care che
soffrono ai piedi della croce, tu non le lasci sole, e raccomandi a noi di fare
altrettanto.
E’ benedizione che tutti conforta e sostiene.
Gesù, sulla croce il tuo lamento,
la tua preghiera è rivolta anche a noi: “Ho sete”.
Hai sete di fratelli e sorelle da
consegnare al Padre con te, hai sete di vedere libera l’umanità da tanto male,
dal maligno che infierisce attraverso la nostra cattiveria e il rifiuto di te; hai sete impaziente di
toglierci dalla “maledizione “ di croci che sono di rabbia e disperazione; hai
sete di amore, amicizia, affetto, che ora noi vogliamo manifestarti con un
gesto pieno di confidenza, con una carezza, un bacio, con il quale dirti: “Io
vivo per te. Tu sei il benedetto di Dio. Amen”.
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