lunedì 15 giugno 2026

 BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia

 11° Domenica A – 14.06.2026
 

Esodo 19,2-6°   -   Romani 5,6-11   -   Matteo 9,36-10,8

 

Abbiamo accolto la parola del santo Vangelo. 
Ora la facciamo risuonare dalle ultime parole ascoltate per dire che noi, discepoli di Gesù, non ci sentiamo supereroi e non abbiamo super poteri, anche se confidiamo di poter fare del bene con il Suo aiuto e annunciare che Dio ci è vicino, il Regno è qui.
“Guarire ogni infermità, risuscitare i morti, liberare i lebbrosi, scacciare i demoni”. Non riusciamo a fare tutto questo per mancanza di fede? Possiamo, però, entrare in contatto con le ferite di tante persone e prendercene cura, portare a tutti la presenza del Regno, la vicinanza di Dio che restituisce vita, poiché il Regno non è un’idea, ma la realtà in cui siamo immersi da quando è venuto Gesù che ci offre salvezza.
“Scacciare gli spiriti impuri”, cioè tutto ciò che disumanizza, imprigiona, violenta, divide e toglie libertà. Occorre spezzare catene interiori, e non solo guarire il corpo.
La cura di tutti quelli che si trovano in queste condizioni e situazioni è uno stile che Gesù mostra dalle prime parole di questo brano evangelico con cui si apre la sua missione, la sua predicazione; uno stile fatto da uno sguardo che è un “vedere”. Non è un guardare superficiale, che dà spazio all’ indifferenza, al fastidio, al rifiuto, ma un vedere che muove a compassione, vede in profondità e non fa giudizi. Uno stile che chiede aiuto!
Uno stile che coinvolge anche altri in questa cura. Ecco la chiamata di coloro che saranno i suoi più stretti collaboratori, i suoi amici. Una chiamata a cui pure noi non possiamo sottrarci; anche se ci costa la risposta, poiché questo stile porta a seguire le sue orme, come ricorda Paolo nelle sue righe alla lettera ai Romani: dare la vita per coloro che non lo meriterebbero! Sì, come Gesù ha dato la vita per noi peccatori, ha fatto cose grandi Dio, così noi non possiamo fare di meno.
Supereroi o super poteri, no! Ma possiamo desiderare e chiede umilmente un amore riconoscente, fiducioso, per contribuire al Regno di Dio, questo sì!


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