IL BACIO
E’ stato bellissimo, commovente, una “benedizione” davvero. Ospite a cena da amici, c’erano i nonni, i genitori, c’era lui il piccolo G. , poco più di due anni. Non ci conoscevamo, ma subito mi fa offerto il suo sorriso, la sua simpatia, la sua gioiosa vivacità. A tavola prendeva il cibo con inusitata confidenza con il piatto, ora lo assumeva da sé con il cucchiaio che scivolava, e anche con le sue manine, ora la mamma lo imboccava. Mi guardava e biascicava il mio nome. “E’ un amico, gli aveva detto la mamma, un amico nostro e di Gesù”. Ero affascinato da lui. Dal suo visino vivo e sereno, dagli occhi luminosi, dalla sua bocca “ornata” dai resti di cibo. Non stava fermo. Scivolava giù dalla sedia su cui era accovacciato. Faceva la spola tra il suo posto e me, mi girava intorno, chiamava la mia attenzione se ce n’era bisogno. Soprattutto la sua attenzione era attirata dal piccolo crocifisso che porto appeso al collo. E con le sue manine, lo prendeva, lo accarezzava, lo portava alle sue labbra e lo baciava! Abbozzava più volte il segno della croce e ripeteva il suo bel “…santo. Amen”. Il suo cibo, oltre a quello a cui la mamma lo richiamava, e per cui anche papà interveniva con dolcezza e fierezza, era quello, quotidiano, Gesù. Con gridolini di gioia ritornava al suo posto, ma per poco. Ricominciava! E ricominciavano i suoi baci! La mamma è in dolce attesa del fratellino o della sorellina che arriverà a Pasqua, nella prossima primavera, quando sbocciano i fiori e il giardino della risurrezione si arricchirà di colori, di profumi, di bellezza, di festa, di amore, di vita. Il pancione è ben visibile, e anche G. lo ammirava e lo abbracciava, con le sue piccole braccia. Vi appoggiava la guancia dopo aver offerto un sorriso alla mamma e dopo aver rivolto a noi un sguardo che sembrava dirci “io le voglio bene più di tutti, alla mamma e alla mia sorellina”. Sul quel pancione pieno vita ristampava tanti baci. Gesù e quel grembo gravido d’amore e di vita, entrambi incarnazione di Dio! Una preghiera e una benedizione a tutti nel salutarci, mentre G. era in braccio alla mamma. Ma anch’io ho voluto riceverla la benedizione: mi sono chinato e G. mi ha dato il suo bacio!
Che bella descrizione... Mi sembra di avere assistito a questa cena di gioia e di stupore!
RispondiEliminaGrazie per condividere con noi queste belle emozioni! Sandra