domenica 11 dicembre 2011

BAMBINO


La cosa è di qualche giorno fa. Ma al suo ricordo, sempre vivo, pulsa il cuore mio di commozione e gratitudine.



Mattino presto - ore 7,40 - sono in attesa del medico davanti al suo ambulatorio. Il giorno comincia a schiarire ed ecco appare il primo raggio. E’ un piccolo bimbo, 2 anni, che scivola già dall’auto del papà per andare svelto all’asilo nido. Si vede che è ben sveglio e deciso. Certamente ci va contento e il papà, sereno, potrà andare al lavoro. Questi mi vede e ci scambiamo un cenno di saluto.

Ora sono davanti al cancello della scuola. Succede una cosa strana. Il bambino tiene per mano il papà perché non gli scappi. Anzi no. Prima di varcare il cancello, lo strattona, lo tira con la sua minuta e potente forza. A poche metri c’è la statuina della Madonna ed è lì che il piccolo conduce, trascina, il papà. E il passo è ancora più svelto! Che tenerezza, che commozione, vedere questo gesto di affetto così spontaneo, così deciso, così innamorato verso la Mamma bella. Ora sono tutti e due davanti all’immagine della Madonna. Il bimbo davanti, il papà alle spalle. Dopo qualche istante, un gesto di affetto del piccolo, una carezza alla statuina e poi via di corsa stavolta verso il cancello che si apre accogliendo entrambi.

Un giornata inizia con un sorriso, ancora una benedizione che pure io ricevo da questo semplice gesto, un incoraggiamento da questo bimbo innamorato; una giornata in cui la luce s’è accesa pienamente per il papà che ora può andare alla sua fatica; e per me che ora vado dal medico, ma che forse il mio malanno non mi preoccupa più. Il mio cuore è con quel bambino e con tutti i bambini che ogni mattina (più che essere davanti alla tv per vedere l’ultimo cartone animato!) sono con la loro mamma e papà, e una preghiera benedice la loro giornata e il nostro mondo. 

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