lunedì 12 dicembre 2011

OMELIA

Terza Domenica Avvento B - 11.12.2011

- Isaia 61,1-2.10-11
- 1Tessalonicesi 5,16-24
- Giovanni 1,6-8.19-28

Avvento: la via di Dio! E la via di Dio sono gli uomini, è ogni uomo che interroga, cerca, domanda. Non è soltanto il profeta, il messaggero di Dio, come ci appariva Giovanni domenica scorsa; via non sono soltanto i luoghi a noi esterni dove ci portano gli eventi, come le rive del Giordano dove la gente andava per incontrare l’uomo di Dio. La via di Dio è il cuore stesso degli uomini, “cercatori della verità”come li riconosce Papa Benedetto XVI, il cuore di ogni uomo, il mio cuore che Lui non solo attraversa quasi per allontanarsene, ma che Lui abita.

In che modo Dio abita e percorre il cuore dell’uomo? Dio viene nelle domande profonde che la vita pone o anche semplicemente curiose che ci mettono in moto; nelle domande a cui altri o i fatti dell’esistenza ci provocano, domande che diventano nostre, che emergono dal bisogno di incontro e di conoscenza che ci portiamo dentro. Domande che sono come i battiti del cuore, talvolta irregolari, accelerati in qualche momento dalla prova, o calmi perché non necessariamente bisognosi di immediate risposte essendo il cuore nella fiducia. 

Le richieste di spiegazioni degli inviati che si recano da Giovanni (“Tu chi sei? Sei tu il profeta? Chi sei?”), anche quelle più esigenti e magari contestate che volte prendono pure noi, sono il Signore che si fa avanti dentro di noi. Sì, il cuore che cerca, l’uomo che s’interroga, la curiosità che non si ferma…è la via di Dio che si svela, anche correggendo, se necessario quelle idee o aiutandoci a rivedere i tratti di quel volto che ci siamo fatti di lui o che vorremo lui avesse. Non sfuggiamo quindi le domande opponendo loro subito una nostra precisa e sicura risposta.Ma le portiamo con umiltà: “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete”.

Accanto al cuore che cerca e che Dio sceglie come via per venire a noi, per rivelare il suo vero volto, c’è il cuore che si dispone verso di Lui facendo verità su se stesso. Non è possibile questo atto di conoscenza di sé, questa consapevolezza, quest’umile e retto sentire della propria persona, senza lo Spirito. Ed ecco allora già l’annuncio prezioso di questa presenza che sarà nel Messia dato nella prima lettura, ma presenza che non è negata neppure al cuore di ogni uomo, di Giovanni, come nel mio. In Gesù lo Spirito lo confermerà il Figlio del Padre, colui che viene a portare liberazione, grazia e germogli di vita fino alla sua pienezza. In me e in ogni uomo lo Spirito mette un cuore che non lo soppianta il Salvatore, non si arroga la sua missione per farsi bello, il cuore di chi riconosce, ed questo il significato di quel “slegare il laccio del sandalo”, che non è degno di prendere il suo posto.

Via di Dio è questo cuore retto a cui forse convertirci quanto più ci sentiamo responsabili e voce della sua Parola, questo cuore che, per rimanere nell’immagine suggerita dal gesto di Giovanni, “battezza nell’acqua”,  immerge e s’immerge nella vita e che apre alla piena liberazione che verrà.

Buon avvento ad ogni cuore. Buona Domenica.


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