martedì 20 dicembre 2011

OMELIA

Quarta Domenica di Avvvento - B - 18.12.2011

- 2Samuele 7,1-16
- Romani 16,25-27
- Luca 1,26-38

Più volte in questo tempo ci siamo sentiti rivolgere forte l’invito : “preparate la via del Signore”. Ecco la sorpresa che ci coglie: la via Dio se la prepara da sé. Quella creatura “piena di grazia”, Maria di Nazareth è tale per un progetto, una scelta d’amore di Dio che la ricolma di benevolenza e di Spirito santo. Non quindi i nostri sforzi a sanare asperità dell’esistenza, a togliere chissà quali impedimenti alla venuta del Signore, a raddrizzare quanto è storto in noi. Se ci sarà un’opera nostra, questa sarà solamente risposta all’abbraccio di Dio che colma ogni lacuna e ci fa pieni di sé. C’è stupore nel cogliere questa via “femminile” che Dio percorre ora in modo tenero e forte per venire a noi.

La via di Dio è il grembo di una donna. Della donna, anche di quella il cui grembo è sterile, non porta fisicamente la vita, ma pur sempre un solco accogliente l’amore, la custodia preziosa e amante della vita. Il grembo femminile è simbolo di quella ricettività e accoglienza uniche condizioni non solo perché Dio faccia di noi la sua strada, ma addirittura metta in noi la dimora della Trinità santa. Il che non significa che Dio si rinchiude in noi ma attraverso di noi il suo regno, la salvezza dell’umanità, la liberazione dal male e dai peccati, non avrà fine. La donna è più di un grembo. E’ un mondo in cui Dio viene e si trova con sorprendente familiarità. Agli uomini, ai maschi, spesso risulta poco comprensibile questa via preferenziale dell’amore, ma Dio ama riprendersi e salvaguardare per il nostro bene quanto di bello ha creato!

Dio viene a noi e percorre la via, questa via “femminile” le cui tracce sono in ciascuno, donna e uomo, rispettandone la libertà bella, attendendo da noi una risposta al suo progetto. Egli desidera coinvolgerci, desidera che quell’amore che lo muove sia anche nostro, partecipi in toto della sua volontà. Egli non calpesta la via, non le usa violenza alcuna o imposizione che a volte la mentalità favorisce. Egli l’ama. Dio riconosce e chiede a noi, sua via, due tratti a cui egli stesso concorre, ricordandoci che con lui nulla è impossibile.

“Rallegrati, Maria”. Dio non vuole e non percorre vie di tristezza, ma di gioia, gioia che in lui ha origine e pienezza. “Stai contenta perché prima che tu dia la tua risposta sei già colmata di grazia”. Non si può accogliere il Signore con paura, non si risponde all’amore con il timore. Questo restringe il grembo, riduce la nostra capacità di ospitare la vita.Prima di tutto – state contenti – è la parola che prende il posto di quella del profeta: preparatevi. E pur consapevoli di oscurità e difficoltà, stiamo nell’allegrezza del cuore.

L’altro tratto della via che ogni creatura,  qui rappresentata dalla donna, offre al Dio che viene è la follia di trattare con lui. “Come è possibile ciò”, osa obiettare Maria. Non è mancanza di rispetto, o dubbio, ma espressione di maturità, uso intelligente, responsabile della propria libertà, cosa che Dio stesso benedice e vuole. Egli non ci strappa nessun consenso, si affida alla nostra follia di dialogare con lui e di abbandonarci a Lui con coraggio, sovversivi a fronte della mentalità in cui siamo; la follia di considerare le nostre scelte e concederci in tutta libertà al desiderio di Dio. Questa è la fede.
Su questa via, piena di grazia e di gioia, folli nel percorrerla per Gesù e con Gesù, buona domenica e buon Natale.


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