domenica 1 aprile 2012

BRICIOLE di VITA

PICCOLI  AMICI …

Ho appena dato il mio saluto all’assemblea di amici e fratelli cari convenuti per l’Eucaristia che si sta concludendo a ricordo dell’ingresso solenne, festoso, allegro, gioioso di Gesù in Gerusalemme. Ogni anno, a questo appuntamento, la chiesa si riempie stipata di famiglie, ragazzi e bambini di ogni età; è occasione straordinaria di festa, di movimento, di bella agitazione, persino di corse dei più piccoli in chiesa, ma anche di momenti intesi di partecipazione commossa al racconto della passione del Signore.
Poiché tutti gli spazi sono occupati, sono ben contento di invitare e accogliere ragazzi e bambini in presbiterio, attorno all’altare accanto a me che presiedo l’Eucaristia. Seguono la preghiera in piedi e seduti sul bel tappeto rosso. Qualche parola tra di loro, qualche benevolo richiamo da parte mia, ma è tutta una festa tra canti e preghiere, tra gesti festanti con l’agitare di palme e ulivi sopratutto al canto dell’acclamazione del “Santo”, “Osanna, Osanna….”, proprio come a Gerusalemme. Io mi diverto un mondo! Forse anche Gesù si divertiva quel giorno seduto… su un asino. E’un bellissimo momento di festa incontenibile.
Sì, doveva essere proprio così quando è arrivato Gesù, altro che “mortuorio” attorno a lui. Lo ricordo alla gente, prima delle benedizione finale nel dare gli ultimi avvisi per la Settimana, lo ricordo ai più anziani, a chi è infastidito dal movimento e dalla confusione che s’è creata. Ma i bambini portano vita e sincerità. Sono i bambini il termometro della festa che spetta a Gesù, nostro Re e Signore. Sono loro che mi insegnano, mi trascinano ad abbracciarlo.
Come termino il mio saluto con la benedizione, una bambina, I. , 8 anni, dietro di me, mi tira per la vesta liturgica. Mi giro: un sorriso bellissimo, due occhi splendenti, capelli biondi come il grano maturo, e mi dice : “Grazie!”. Io e P. Lorenzo, sorpresi, ci guardiamo, contenti. Davvero i piccoli sono i nostri maestri e c’introducono a vivere con stupore e amore questi giorni. I piccoli sono la consolazione di Gesù, perché vedono il Padre e ne riportano il volto al Figlio.

Poco più in là, qualche istante prima, appena finita la Comunione, un bimba di due o tre anni, si avvicina ad una persona anziana, la fa chinare verso di sé e con un candore unico le chiede, commossa e tenera: “tu hai preso Gesù?” .

Benedetti piccoli amici veri di Gesù, voi che anche oggi stendete sorrisi ed evviva come mantelli che rendono gioiosa la sua via e agitate festanti ogni germoglio di vita al suo passaggio, rimanete con noi, rimanete nel nostro cuore, cresciuto un po’ troppo e ancora più indurito, forse lacerato, ma ancora bisognoso di sapersi amato, di stupirsi, e di amare con la semplicità dei bambini. Nei giorni della Passione voi siete stati, e siete, quell’aria, quel “profumo”, un inno all’Amore e alla Misericordia che è Gesù, quella “festa” che conforta, allieta, reca sorriso, all’intero paradiso, in terra e in cielo!

… DISCEPOLI CHE NON TRADISCONO!


Nessun commento:

Posta un commento