“Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito” (dal vangelo del giorno: Gv 3,8)
…ed io non so se saprò… reggere a tanta grazia, a questa silenziosa ed efficace forza, a questa delicatezza portatrice di sorprese!
“Effonde il mio cuore liete parole, io canto al re il mio poema. La mia lingua è stilo di scriba veloce.” (Salmo 44,2). Anzi la mia penna non può attendere, e prima ancora la preghiera che, appena tornato, è stato luogo di benedizione, di ringraziamento, di magnificat, come pure di una piccola apprensione. Come faccio io a “gestire” tutta questa grazia? Ma forse non è necessaria questa domanda. E’ lo Spirito che fa! E distribuisce doni e compiti come vuole! Io ne sono soltanto testimone, e ne trovo incoraggiamento; ogni dono, anche per me, viene dalla sua misericordia; non sono chiamato a impossessarmene in qualsiasi modo, ma a servirlo se e fino a quando lo Spirito stesso vorrà. Lo Spirito è libertà! Egli traccia la via, abita i cuori, realizza storia di amore e salvezza. A Lui la mia lode e il mio abbandono colmo di gratitudine e fiducia, senza programmi, calcoli o esagerazioni di qualunque sorta. Solo stupore, tanto stupore, tanta gioia, solo gioia, stasera! Incontri offerti, grazia inaspettata, per capire che quel che “è nato dallo Spirito è Spirito”(Gv 3,6). “Non ti meravigliare…”(Gv 3,7).
…ed io non so se saprò… reggere a tanta grazia, a questa silenziosa ed efficace forza, a questa delicatezza portatrice di sorprese!
“Effonde il mio cuore liete parole, io canto al re il mio poema. La mia lingua è stilo di scriba veloce.” (Salmo 44,2). Anzi la mia penna non può attendere, e prima ancora la preghiera che, appena tornato, è stato luogo di benedizione, di ringraziamento, di magnificat, come pure di una piccola apprensione. Come faccio io a “gestire” tutta questa grazia? Ma forse non è necessaria questa domanda. E’ lo Spirito che fa! E distribuisce doni e compiti come vuole! Io ne sono soltanto testimone, e ne trovo incoraggiamento; ogni dono, anche per me, viene dalla sua misericordia; non sono chiamato a impossessarmene in qualsiasi modo, ma a servirlo se e fino a quando lo Spirito stesso vorrà. Lo Spirito è libertà! Egli traccia la via, abita i cuori, realizza storia di amore e salvezza. A Lui la mia lode e il mio abbandono colmo di gratitudine e fiducia, senza programmi, calcoli o esagerazioni di qualunque sorta. Solo stupore, tanto stupore, tanta gioia, solo gioia, stasera! Incontri offerti, grazia inaspettata, per capire che quel che “è nato dallo Spirito è Spirito”(Gv 3,6). “Non ti meravigliare…”(Gv 3,7).
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M., giovane sposa e giovane mamma, mi accoglie, dopo averla incontrata qualche giorno fa. Mi mette subito a parte della sua storia, mi confida il suo cammino, la ricerca del progetto di Dio che l’ha accompagnata in questi anni, l’aiuto fraterno che con altri ha condiviso sulle vie del Signore, l’incontro con M. ora suo sposo, la profondità di lui, meno apparente, ma provata, da lei amata…e poi il piccolo G, per il quale desidera che conosca presto Gesù. Nel suo lavoro accoglie chi è chiamato a crescere, mentre le vicende di cui è messa a parte non sono sempre le più semplici. Riconosce nelle persone una grande ricchezza: Dio le abita anche se non lo sanno. Per quello accoglie chiunque, anche chi dice di non credere, e per tutti si fa presenza di Dio che non giudica, non classifica. Grata riceve aiuto e lo offre, rispettando e stupendosi dell’interiorità che sa scorgere con delicatezza, senza alcuna presunzione di sapere, e con la consapevolezza pure dei propri errori. Avere camminato nel discernimento dello Spirito dà al suo sguardo carità e luce…Che sia dono e grazia per tutti noi!
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M., giovane sposa e giovane mamma, mi accoglie, dopo averla incontrata qualche giorno fa. Mi mette subito a parte della sua storia, mi confida il suo cammino, la ricerca del progetto di Dio che l’ha accompagnata in questi anni, l’aiuto fraterno che con altri ha condiviso sulle vie del Signore, l’incontro con M. ora suo sposo, la profondità di lui, meno apparente, ma provata, da lei amata…e poi il piccolo G, per il quale desidera che conosca presto Gesù. Nel suo lavoro accoglie chi è chiamato a crescere, mentre le vicende di cui è messa a parte non sono sempre le più semplici. Riconosce nelle persone una grande ricchezza: Dio le abita anche se non lo sanno. Per quello accoglie chiunque, anche chi dice di non credere, e per tutti si fa presenza di Dio che non giudica, non classifica. Grata riceve aiuto e lo offre, rispettando e stupendosi dell’interiorità che sa scorgere con delicatezza, senza alcuna presunzione di sapere, e con la consapevolezza pure dei propri errori. Avere camminato nel discernimento dello Spirito dà al suo sguardo carità e luce…Che sia dono e grazia per tutti noi!
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Di sorpresa in sorpresa, questa del tutto inaspettata. Una telefonata in mattinata mi aveva invitato, una voce chiara, decisa, già colma di letizia. L’abitazione è un… “eremo”, un sentiero di semplicità vi conduce, un bisogno di pace, un desiderio di ospitalità che prima di essere richiesta è offerta da questi due giovani sposi, F. e M. Lui l’avevo salutato velocemente un giorno passando per quel sentiero, dandoci un appuntamento che non veniva mai. Di lei invece avevo udito soltanto la voce, appunto stamattina: “Venga. L’aspettiamo”. Con il sorriso semplice e ridente, una stretta di mano, un’ accoglienza monastica, mi ricevono nella loro casa e ancora di più nella loro confidenza. Alcuni segni, preparati con delicatezza, alcuni gesti fanno pensare all’accoglienza del pellegrino raccomandata da San Benedetto. Non è necessario intavolare discorsi e già subito ci troviamo sullo stesso “sentiero”, quello della vita, quello della grazia, che hanno riscoperto toccati da passi che riconoscono doni e sorprese dello Spirito. Il loro lavoro, diverso l’uno dall’altra, non li distrae dal camminare insieme nella preghiera che li vede uniti fin dalle prime ore del mattino, ancora buio, ad offrire la giornata con la recita del Rosario, con la preghiera che desidera l’Eucaristia alla quale non possono accedere, gustando il silenzio… “Sono i passi che ora troviamo naturali, ma fino a poco tempo fa neanche ci passava per la testa…. Io non sapevo nulla, né conoscevo neppure il significato di parole come “misericordia”, “fede”, “grazia”, “preghiera”… Abbiamo sorpreso i nostri cari, i nostri amici, ne abbiamo trovato altri…e dove ci capita di andare, lì ci sentiamo in parrocchia…Vogliamo fare conoscere meglio la chiesa così bistrattata e imperfetta…”.
Mi raccontano del loro cammino con serenità e invitandomi all’abbandono al Signore, alla luce che lo Spirito inspiegabilmente ha acceso in loro, confessando candidamente e umilmente il bisogno di essere ancora illuminati anche sulle cose più semplici (sic!) della vita cristiana. Il Signore ci farà grazia di incontrarci ancora, sorpresi dalla sintonia reciproca che immediatamente ci è stata donata.
Alla fine, dopo aver lasciato, meglio, dopo aver condiviso la benedizione che io ho ricevuto, ho fatto ritorno un po’ come i discepoli di Emmaus che, una volta aperti loro gli occhi nel riconoscere il Risorto, sono corsi a Gerusalemme per dire “abbiamo visto il Signore”.
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Già ieri, ospitando Ronald con gli amici per un brevissimo dialogo in inglese (sic) quale piccolo aiuto nel suo cammino di catecumeno verso il Battesimo, in risposta alle mie pur brevi “nozioni” di catechismo, da lui, uomo maturo per età e responsabilità, era venuta, commuovendomi, la richiesta più umile e semplice: “Io non so pregare. Io voglio imparare a pregare”.
Quel sentiero, quelle case, questi fratelli e sorelle, sono quel tratto di strada sulla quale il Signore mi si è affiancato e lo Spirito, ricco di libertà, di gioia, di pace, mi ha sorpreso! Davvero, come recita ancora la preghiera di stasera, “dalla ricchezza di Cristo tutti abbiamo ricevuto, grazia su grazia, alleluia”
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