venerdì 26 dicembre 2014

OMELIA


Natale – 24/25.12.2014

Carissimi, “vi annuncio una grande gioia”! E’ a lei che questa notte io consegno me stesso e voi; a lei, alla gioia, siamo consegnati dalla grazia di Dio apparsa sulla terra! Della gioia abbiamo tutti un immenso e intenso desiderio, ci è stata promessa, l’abbiamo cercata e la cerchiamo in continuazione,  l’abbiamo attesa, persino preparata. Ma stanotte supera le aspettative. Natale è avere la gioia in dono. “Vi annuncio una grande gioia”! Di più, essa vi è data, vi è offerta, è qui!
 
Carissimi, io non sono un angelo, sono uno di voi, fratello tra voi.
Anch’io, come voi, faccio la guardia alle mie cose, a ciò che mi dà un po’ di sicurezza,  a quanto mi è caro e mi costa, ai miei progetti e sogni. Ci tengo ad essi, come tengo a ciascuno e a tutti voi. Ma ogni attesa e difesa, ogni vigilanza per avere dalla vita un po’ di tranquillità e serenità,  è stavolta sorpresa dalla gioia che ci è data.
Accoglietela con me questa gioia. Non avete bisogno di inventarla, fabbricarla, comprarla. Accoglietela con stupore e umiltà. E’ la ricchezza più vera e umana che già ci abita nel profondo di noi stessi. Stanotte viene portata alla luce e ci è data. La gioia è la radice, la sorgente limpida, purissima, la fonte inesauribile, della felicità. In origine della vita c’è la gioia, risultato dell’amore.  Non rifiutate l’offerta, non respingete il dono. Natale è avere la gioia in dono.

Natale è essere nella gioia, il nostro habitat naturale per cui siamo stati creati.
Non temete, carissimi, anche se siete nel buio, qualunque esso sia: la malattia, la difficoltà economica, la mancanza di lavoro e di prospettive, una lacerante divisione in casa, un’ingiustizia che vi condanna, la solitudine in cui vi lascia l’egoismo di altri. Non temete, la luce vi avvolge perché la gioia fa luce.
E’ luminoso il volto, il cuore, l’agire di chi alla gioia dice di sì. E a rimanere nella gioia ci aiuta l’essere miti. Non è che i pastori fossero un esempio di mitezza, dovendo resistere e difendere le loro greggi, ma la conosceranno frequentando Colui che Pastore bello è, impareranno che la forza, la violenza, l’avere di più di altri, non ci mantiene contenti.
Certo, non si vive allo stesso modo in tutte le tappe e circostanze della vita, a volte molto dure. Ma sempre rimane come uno spiraglio di luce. E’ Natale.

Natale è portare la gioia, è contagiare di gioia il mondo. E’ quello che faranno i pastori. Natale è dare motivo di gioia agli altri: una casa, un lavoro, un aiuto, un sostegno, un incoraggiamento concreto, una compagnia che non si dissolve; è dare il perdono, la pace, di nuovo un abbraccio.
Portate questa gioia che nessuno può dare, se non è gioioso.
E, allora, come i pastori prendete la decisione di andare a vedere ogni giorno quello che ci è stato detto su questo Bambino che è nato, prendete la decisione di lasciarvi incontrare da lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta, considerate la bellezza della vita che ora gode di una luce particolare, una presenza che la riempie di significato. Portare gioia è l’unica richiesta che ci viene dal Natale.
Essa non è uno stato d’animo, non è un sentimento, non è l’emozione di una notte o di un giorno; non è illusione o sogno. No, la gioia è un volto, il volto di un Bambino, di questo Bambino, e, in lui, del volto di ogni bambino.
E qui mi faccio presso di voi eco dell’angelo e vi annuncio che questo bambino di gioia, questa gioia è Gesù, il Cristo Signore, il Salvatore. E’ la gioia del vangelo, la bella notizia  che sempre ci raggiunge  e di cui siamo parte perché Dio è con noi, e noi siamo gli uomini e le donne che Egli  ama, a cui insegna ad amare. Per questo è il Salvatore. Sì, gioia è la presenza di chi mi ama, di chi è da me amato! 

“Poiché nessuno èscluso dalla gioia portata dal Signore”, a tutti voi, carissimi, a chi è ancora prigioniero di una tristezza individualista, di superficialità o avidità, a chi tiene chiuso il proprio cuore agli altri, e non sa più ascoltare l’annuncio che ci è dato; e poi in particolare a quanti portano una pena nel cuore, hanno il buio nell’anima, una ferita nella carne e nella propria famiglia, a chi conosce l’amarezza della prova, auguro la dolce gioia di Gesù, il Bambino che per noi è nato. Buon Natale, è qui la gioia nostra!





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