BRICIOLE di PAROLA...nell'omelia
2° Domenica dopo Natale – 02.01.2022
Siracide 24,1-12 - Efesini 1,3-18 - Giovanni 1,5-14
In questa seconda domenica dopo Natale la Parola di Dio non ci offre un episodio della vita di Gesù, ma ci parla di Lui prima che nascesse. Ci porta indietro, per svelarci qualcosa su Gesù prima che venisse tra noi. Lo fa soprattutto con l’apertura del Vangelo di Giovanni, che inizia così: “In principio era il Verbo”. Oggi il Vangelo dice che Colui che abbiamo contemplato nel suo Natale, come bambino, Gesù, esisteva prima: prima dell’inizio delle cose, prima dell’universo, prima di tutto. San Giovanni lo chiama Verbo, cioè Parola.
Che cosa vuole dirci con questo? Il fatto che Gesù sia fin dal principio la Parola significa che dall’inizio Dio vuole comunicare con noi, vuole parlarci. Il Figlio vuole dirci la bellezza di essere figli di Dio; è “la luce vera” e vuole allontanarci dalle tenebre del male; è “la vita”, che conosce le nostre vite e vuole dirci che da sempre le ama. Ci ama tutti. Ecco lo stupendo messaggio di oggi: Gesù è la Parola, la Parola eterna di Dio, che da sempre pensa a noi e desidera comunicare con noi.
Per farlo, “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Giovanni non dice semplicemente uomo, ma usa questa espressione, “carne”. Utilizza la parola carne perché essa indica la nostra condizione umana in tutta la sua debolezza, in tutta la sua fragilità. Ci dice che Dio si è fatto fragilità per toccare da vicino le nostre fragilità. Dunque, dal momento che il Signore si è fatto carne, niente della nostra vita gli è estraneo. Nulla disdegna, tutto possiamo condividere con Lui, tutto. Dio si è fatto carne per dirci che ci ama proprio lì, nelle nostre fragilità; proprio lì, dove noi ci vergogniamo di più. È la decisione di Dio: si fece carne proprio lì dove noi tante volte ci vergogniamo o vorrebbero farci vergognare; entra nella nostra vergogna, per farsi fratello nostro, per condividere la strada della vita. Si fece carne. Si è unito per sempre alla nostra umanità, potremmo dire che l’ha “sposata”. E ha voluto portarne anche i segni della sofferenza.
Che cosa desidera allora da noi? Desidera una grande intimità. Vuole che noi condividiamo con Lui gioie e dolori, desideri e paure, speranze e tristezze, persone e situazioni. Apriamogli il cuore, raccontiamogli tutto, godiamo della tenerezza di Dio fattosi vicino, fattosi carne. Facciamolo entrare a casa nostra, nella nostra famiglia, nelle nostre fragilità.
Maria, Santa Madre di Dio, nella quale il Verbo si fece carne, ci aiuti ad accogliere Gesù, che bussa alla porta del cuore per abitare con noi.
(cfr Papa Francesco 2021)
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