sabato 3 dicembre 2011

NOSTALGIA

 (dialogo con chi domanda Dio!)

“Nostalgia di Dio, di Lui struggente bisogno,
ho tutto, lui solo desidero. No, non ho tutto”.

Famiglia e figli, affetti cari, sposi nell’amore,
ogni frammento di vita stuzzica, non sazia il cuore.

Eppure è lì, l’abbraccio quotidiano di evangeliche ore
non spegne, accende e infuoca ancor più sete d’amore.

Sono segni efficaci della Sua certa presenza
che mai niente e nessuno dirà assenza.

Ma non bastano al cuore i tocchi belli e la carezza,
che reclama, grida e spera, di averne la pienezza.

Con l’innamorata e umile preghiera del mattino
in ascolto e sintonia riprende ogni giorno il cammino,

l’avventura semplice feriale dell’umano impegno,
sorpreso in passi di cui per grazia ognuno è degno.

Lui m’attrae, chiama senza posa:
“Vieni, amata mia, in me gioisci e riposa”.

Anch’io allora prendo fiato, duetto: “Non aspetto più.
Vieni, vieni, anche tu, Signore, Gesù”.


INCONTRI d’Avvento

(a fine settimana)

Incontri come abbracci
danno gioia, domandano amore, prendono vita!

La “sorpresa” è continua novità,
un “potere” nelle mani
accoglie il passato, ammira il presente, apre al domani.

Viene il Signore nella carne storia degli uomini
al cuore, al ministero mio, è affidato per tutti
il mistero che è Dio.

Per entrambi è gioia, lode, benedizione
vedere la sua grazia accolta e in azione,
il suo amore di eternità
negli sposi è soprattutto fedeltà.

Ammiro imparo umile e grato,
io che predico amare e l’essere amato.

Amore cercato domandato,
desiderio limpido e ardente
accende l’esistenza di chi ha tutto
e ancora niente.

Nulla a me rimane da insegnare,
soltanto accanto a te, sorella, fratello, camminare.

L’abbraccio si fa stretto di speranza e salvezza,
afferra il cuore, il corpo, l’anima mia,
gli occhi vedono la triste tua via.

Non l’abbandono, anche se non dritta,
su passi prendi , ti dono la mia vita.

Il mio Dio così s’incarna,
esulta e rende grazie,
chiede acqua, ha sete,
preso dai figli suoi.

Il suo abbraccio ad ogni ora mi sorprenda,
e tra gli uomini di carne e sangue divento la sua tenda.






1 commento:

  1. Don Francesco leggo sempre con particolare attenzione le sue bellissime poesie,lei è una persona fortunata;perchè dirà lei? Lei ha molto da dare per arricchire tutti noi,nelle sue omelie ci coinvolge nei suoi stati d'animo e ci fa partecipi se pure per poco, mentre nelle sue poesie mi soffermo a riflettere,studiare le sue emozioni mentre scrive i suoi versi. Sono tutte molto belle. Grazie.Maria C.

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