lunedì 19 marzo 2012

DEDICATO A ME STESSO

(…per gli amici, nel 36° anniversario di sacerdozio!)

Tanti anni – trentasei - non bastano al cuore
per dire grazie di fiducia fedeltà amore.
Misericordia umile invoco e accolgo con passione
questo dono tesoro ricevuto per la mia missione.
Tante vie erano nella mente, ora questa ora quella,
la volontà di Colui che mi ha chiamato è la più bella.
Non più avverati sogni, prospettive e piani coltivati,
ma, stupore sorprendente, fiducia e amore sono confermati.

Pochi anni – trentasei – lanciano in avanti il ministero,
sempre amore, saggezza, esperienza, coraggio tutto intero
per la bella notizia affidata alla povera mia umanità
fatta ancora più vera e sacra dalla divina carità.
Ama il Signore con tutta l’anima e le forze,
non temere degli uomini le dure scorze,
àmali perché si amino nell’abbraccio fraterno,
che a mostrare Dio ci pensa il suo amore paterno.

Ancora anni – trentasei? – insegnano rispetto e libertà,
danno fiducia, pazienza, gioiscono di ogni bella novità
che lo Spirito, sempre antico e sempre nuovo, inventa
per chi il desiderio e la fame di vita continuamente tenta.
Giuseppe ama, non possiede né donna cara né tenero bambino.
Giuseppe sogna, non trattiene speranze per il suo cammino.
Giuseppe la vita vuole, la sposa ama, il figlio protegge,
la coraggiosa responsabilità obbediente è la sua legge.

Non chiede spiegazioni, né domanda chiarezza di passi rovinosi, 
sella l’asino, conduce la storia dell’umanità a orizzonti luminosi.
Giuseppe, trentaseianni  forse, Maria poco più che adolescente,
dal cielo viene la salvezza nella carne del Figlio atteso da ogni gente,
la mia età sacerdotale diventi corpo di grazia e prodigio nella storia
che il buon Dio tesse a nostro bene e gioia, unica sua gloria.
Ora m’accorgo, versi sono otto innamorati di pastorale carità,
numero che apre alla benedizione, alla lode, alla festa dell’eternità.







Nessun commento:

Posta un commento