domenica 4 marzo 2012

OMELIA


2° Quaresima B – 04.03.2012

- Genesi 22,1-18
- Marco 9,2-10

La via di Gesù attraversa il deserto, la nostra vita quotidiana, tra le spinte, i suggerimenti dello Spirito, e le tentazioni, gli inganni di Satana. Ma pure s’inerpica e sale, su monti aspri e carichi di sorprese; essi rappresentano bene le fatiche che affrontiamo per rispondere alle chiamate, alla responsabilità,  alla fiducia che ci chiede la vita stessa.

La parola di Dio che ci è rivolta in questa seconda domenica di Quaresima ci conduce proprio su due monti, il monte del sacrificio e il monte della luce. Abramo, come narra la prima lettura, sale quel monte sul quale intende sacrificare il proprio unico figlio, interpretando la volontà di Dio secondo la mentalità del tempo e quindi erroneamente, come fa capire la conclusione di questa vicenda tragica. Gesù, nel vangelo, su un altro monte porta tre suoi amici ai quali rivela, anticipando gli avvenimenti della Pasqua,  la gloria, l’identità profonda della sua persona.

Che cosa accomuna le due esperienze così diverse? Una è drammatica, assurda, crudele, e l’altra è inspiegabile quanto affascinante e bella. E’ l’ascolto della volontà, del progetto, dell’amore di Dio, in entrambe le situazioni, ma con una differenza sostanziale.

A volte può capitare che scambiamo per volontà di Dio, e pensiamo di fare cosa gradita a Lui, sacrificare quello che di più caro Egli ci ha promesso e dato, come se Lui fosse contento di illuderci e poi tormentarci. Non  è questo il nostro Dio, che ci vede salire affranti e con il cuore straziato la via di tutti i giorni. Certamente egli attende che noi ci fidiamo di Lui, che siamo obbedienti,  ma non per buttare la nostra vita, per condannarci all’infelicità, quanto piuttosto per ascoltare davvero la sua Parola fatta carne e che lì sul monte Tabor ci viene ancora consegnata. “Questi ascoltate, il mio Figlio. E non lasciatevi ingannare da altri, fossero pure la legge o i profeti”, rappresentati da Mosè ed Elia, i due che sono a fianco di Gesù in questa visione che sorprende tre discepoli.

Ci sono due atteggiamenti  che ci possono trarre in inganno sulla nostra via:
l’oscurità, la rassegnazione, la tragedia che attanaglia Abramo, pur così obbediente, poiché si può bene immaginare che cosa passasse per il suo cuore in quella salita con il figlioletto a fianco che si fida e lo interroga; oppure anche la meraviglia e l’emozione superficiale, lo stordimento di Pietro e dei suoi amici che non si rendono conto di quello che sta succedendo e viene loro detto.
Due esperienze antitetiche una di disperazione e l’altra di esaltazione. Le nostre salite quotidiane, la fiducia e l’amicizia che poniamo nel Signore, sono esposte a queste prove.

Quale può essere l’ascolto che ci fa andare avanti?
L’ascolto che ci fa ridiscendere con il cuore sollevato o almeno capace di nostalgia, di desiderio di vita e di luce, i sentieri di ogni giorno, l’ascolto che non significa aver tutto chiaro e comprendere i progetti di Dio (Abramo continuerà a vivere di fede, e discepoli di Gesù saranno scandalizzati da quello che succederà a Pasqua), questo ascolto e ben precisato in pochissime parole. Le fondamentali le abbiamo udite dal Padre: “Questi è amato mio, ascoltatelo”. Ma le altre non sono da meno e vengono dallo stupore dell’ evangelista che dice: “non videro che Gesù solo”.

Mi sono chiesto tante volte di che cosa io vado in cerca per muovermi, per scegliere, per decidere i passi da fare, per andare vanti… Ecco qui: “Gesù solo!”. Bellissima, lapidaria, insostituibile precisazione. Sulla via di Gesù di una sola cosa ho bisogno e mi è data: “Gesù solo”. E’ la compagnia per fare strada insieme, non ancora del tutto capita e forse un po’ fraintesa, come era nell’animo dei tre, ma comunque compagnia che mi dà la certezza che Dio è vicino e io cammino nel suo regno.

Anche in questa settimana non mancherà la tentazione di scoraggiami perché mi sembra troppo quello che la vita mi riserva, o l’illusione che tutto sia bello e facile. Ebbene,  ciò a cui mi affido, e in cui pongo la mia fiducia è “Gesù solo”
Voglio ripetermelo mentre scendo e salgo i miei sentieri, la sua via.


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