OMELIA
5°Quaresima B – 25.03.2012
- Giovanni 12,20-33
La via di Gesù, il nostro cammino, è piena di sorprese.
La via di Gesù, il nostro cammino, è piena di sorprese.
La prima eccola qua. Non sono i più vicini coloro che la cercano e la percorrono, ma i pagani, quelli che sono o vengono da lontano: “Vogliamo vedere Gesù”, che equivale, nel linguaggio di Giovanni, “vogliamo credere in Gesù”. Scribi e farisei, che avevano tutti i giorni Gesù davanti agli occhi, sono superati dal desiderio dei pagani. Già questo mi ha fatto pensare alla familiarità superficiale con cui sono accanto al Signore, e alla bella ricerca di coloro che mi capita di reputare lontani. E a fronte di scoraggiamento che posso provare con i vicini, sono meravigliato e ammirato dalla ricerca di chi è distante. Infonde fiducia questa richiesta dei pagani: il mondo va dietro a Gesù!
Altra sorpresa. Questa conoscenza, questa fede, per i lontani e per i vicini, questo desiderio o ricerca hanno la loro risposta nell’amore che è il linguaggio universale a portata di tutti. Non dottrine, non parole, non insegnamenti teorici o raccomandazioni, ma l’amore. "È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato": cioè l’amore di Dio manifestatosi in Gesù sulla croce sarà l’unico linguaggio che tutta l’umanità può comprendere. Se vogliamo educare alla fede, far vedere Dio, non possiamo prescindere dall’amore, dall’amore di Gesù e come Gesù, fino a dare la vita sulla croce.
Terza sorpresa. Cos’è l’amore e dove si trova?
L’amore è "un chicco di grano", l’elemento più piccolo gravido in misura impressionante di vita. E’ ogni piccolo gesto di bontà, di carità, di perdono, di servizio, di pazienza, di dono agli altri… è lo stesso Gesù incarnato nelle minime espressioni della nostra quotidiana esistenza. Siamo noi, ognuno di noi, nella propria piccolezza, uniti a lui appunto nell’amore, magari senza saperlo. Anzi noi siamo la scorza del chicco di grano, mentre egli è il cuore, che poi fa germogliare la spiga e il grano. Il chicco di grano è fatto di tre parti: quella esterna (la crusca), quella intermedia commestibile con alcuni elementi nutritivi, e il germe o il cuore del grano dov’è la sostanza più importante. Ogni parte concorre alla vita, ma è necessario che il chicco muoia, marcisca in quegli elementi che imprigionano la vita per liberarla.. Gesù e noi siamo unico chicco di grano che può far germogliare e donare al mondo amore, vera rivelazione di Dio e sfamare l’umanità.
Mostrare e vedere Dio in un chicco di grano, in un piccolo gesto d’amore!
Ma la sorpresa non è finita. Dove diventa efficace rivelazione di Dio?
La via di Gesù non è un campo ben levigato, steso, uniformato in ogni sua parte… perché il chicco di grano ha senso e porta frutto se cade nel solco. La via di Gesù è tutta un solco. Una serie di solchi, miei cari, attraversa la nostra esistenza, un campo arato, ferito profondamente e impietosamente, in cui è difficile, sconnesso com’è, camminare, muoversi, senza difficoltà; eppure sono solchi benedetti, provvidenziali, e guai a noi se li rifiutiamo, li fuggiamo. Alcuni sono scavati dagli avvenimenti con dolore e sangue: malattia, rovesci familiari o professionali, relazioni che finiscono, incidenti… Altri si rivelano necessari: tagliare la nostra scorza per non resistere al bene o far uscire il veleno che stagna dentro di noi…La vita cristiana è fatta di solchi ed è questo il terreno “buono” di cui parla Gesù in una parabola, è su questo terreno che si vive e si ama, si getta il chicco di grano; e più profondi sono, più possibilità di frutto è data; su questo terreno, accidentato, si coltiva la fiducia e si spera, … si corre, maldestri, anche con cadute, ma si corre.
Siamo partiti da un deserto, all’inizio della quaresima, saliti sul monte della disperazione o della esaltazione (2° domenica), entrati nel tempio e nella vita (3° domenica), tra luce e tenebre (domenica scorsa, e oggi ci troviamo tra i solchi della vita per ricevervi e riconoscere l’amore.
Dove ci condurrà la via di Gesù? La Pasqua è già qui, con la sua pienezza di vita, nel mio “solco”!
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