giovedì 31 maggio 2012

TERREMOTO


Sordo boato sorprende,
profondo cupo,
terrore negli occhi,
nelle membra tremore,
paralizzate
incrociano,
inchiodano
crepe nel cuore
più che i muri,
scrostati di sicurezza
crollano
nel panico in-credibile,
qualche istante fa
in-esistente
ora il solo residente
nella città minata.
Trema la terra,
freme il cuore,
trema il cuore,
freme la terra.
Entrambi
conoscono ferita,
sono un corpo solo,
troppo diviso da interessi,
ora sposato nel dolore.
Paura
toglie la vita,
crollo terribile
di tranquillità,
sconquassa l’esistenza
anche se fugge
morte.
Ininterrotto
attentato irrompe,
rompe pace e sogni.
Chi darà salvezza?
Coraggio nella prova
nessun sussulto vile
scuote,
solidarietà medica
ferite, contusioni,
non superficiali abrasioni,
non lacerazioni sul terreno,
nel cuore,
fede sa che ogni cosa
non lascia fuori il Padre,
ogni ferita grido del Figlio,
ogni lacrima condivisa,
asciugata,
ogni soccorso è Spirito
che vita rida.
Vittime piangiamo,
famiglie angosciate,
esistenze travolte crollate,
raccogli e rialza.
Lungo
questo lamento e speranza,
eco ai ripetuti assalti,
preghiera continua
più che le scosse,
ultima parola è abbandono,
no ai capricci della crosta
ma alla tenuta del cuore di Dio,
Gesù suo volto e calma
sulla nostra barca :
“perché dubitate?”
Ancora una volta
si fa bonaccia.



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