mercoledì 15 agosto 2012

OMELIA


ASSUNZIONE di MARIA – 15.08.2012

- Apocalisse 12, 1-6.10
- Luca 1,39-56


Maria, l’Immacolata e l’Assunta, inizio e fine di un’umanità vera, checché ne dicano la straordinarietà di questi titoli, è la creatura, la donna,  pensata e destinata come “luogo” dove la grazia di Dio dapprima benedice e santifica la nostra creaturalità, la nostra materialità, e poi la assume, la promuove alla “gloria”” per l’eternità con Cristo risorto.

Maria, dopo Cristo che è la primizia, è la prima tra quelli che sono di Cristo a partecipare a questa gloria. Ella è vangelo, è buona notizia per ogni creatura di questo mondo. In corpo e anima, nella nostra materialità e spiritualità, in modo tutto da scoprire noi avremo vita piena.

Mentre il cuore lo sguardo s’indirizzano lassù, in cielo, non possiamo trascurare di volgerli anche quaggiù. Qui conduciamo la nostra esistenza nella promessa di una pienezza. Qui ci sono i semi, i germogli, i primi segni della novità che ci attende. Maria, madre di Dio, è la creatura che ci aiuta coglierli, coltivarli; ci aiuta ad attivarci insieme a Dio perché maturino.

Poiché ad essa è dedicata la nostra Comunità, a lei guardiamo per imparare come disporci a far sì che questa storia di amore di Dio con l’umanità di realizzi. Ce lo insegna un particolare secondario dell’icona con  solitamente viene raffigurata a partire dalle parole incontrate nella prima lettura: “sul capo, una corona di dodici stelle”. Oltre al significato che possono ravvedervi gli studiosi della Bibbia, io ho colto questo messaggio che condivido con voi.

1° - Le stelle brillano di luce propria. Noi no. Ma la luce ci è data, è nostra per partecipazione. E’ Gesù stesso  venuto nel mondo, Gesù che ci abita, s’incarna, con la sua parola, il suo corpo, la sua umanità, il suo Spirito riversato nel nostro cuore  E’ la fedeltà, è l’amore di Dio.

2° - Le stelle abitano la notte, non temono il buio. Anzi stanno lì e brillano nell’oscurità per dire che il male non è assoluto, non c’è tenebra senza un filo di chiarore e speranza in questo mondo. Noi siamo queste stelle quando diciamo no al male, al peccato in tutte le sue espressioni.
Il canto di Maria, il magnificat, canto di liberazione di profezia, è il canto delle stelle che stanno nella notte, non l’abbandonano finché non sorge il sole e vince. Dice no al male perché Dio ha rovesciato i potenti e innalzato gli umili, ha rimesso in piedi e poveri e rimandato  i ricchi a mani vuote. I verbi  al passato mentre le cose non sono ancora definitivamente cambiate, dicono che le stelle cantano con assoluta fiducia e rendendo grazie.

3° - Le stelle sono poste in cielo ad orientare il cammino degli uomini in quelle stupende formazioni che chiamiamo costellazioni. Unite, diventano punto di riferimento, una bussola provvidenziale per chi si muove nel  deserto.
E’ l’augurio e la preghiera per noi tutti insieme ad essere con Maria , una Comunità, una famiglia unita, un cielo di stelle unite tra loro che brillano di Dio, che con coraggio abitano ogni notte, che soprattutto sono una costellazione luminosa di fraternità e comunione, il più bel segno, anzi un anticipo, di quello che saremo un giorno nell’eternità.





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