Natività di Maria –
08.09.2013
Celebrare
questa ricorrenza dell’8 settembre, per noi festa familiare, onorare Maria, la
madre di Gesù, persona a noi cara, con il titolo di Madonna di Monte Berico,
custode della chiesa vicentina, porta con sé il fresco di un mattino, il clima,
il tepore, la tenue e rassicurante luce dell’inizio di una giornata, ci ridà
respiro, ci apre alla vita e alla speranza… anche se la giornata si preannuncia
afosa, pesante, carica di preoccupazioni e sofferenze.
Il riferimento è alla giornata che il mondo tutto
sta affrontando in questi tempi, all’ansia e alla paura che la stoltezza e
l’egoismo degli uomini possano recare ancora più distruzione e morte
all’umanità già sofferente. Ad ogni risveglio ci auguriamo sia la giornata
buona perché abbiano fine tutte le cattiverie che feriscono il mondo. Oggi
questo risveglio ci è dato nell’aurora che è Maria, anticipo del sole che unico
può dare piena luce e calore d’amore, vera salvezza a donne e uomini
angosciati, resi infelici da altri.
Allora viviamo questo giorno di festa prolungando la
preghiera e l’invocazione, il grido per la pace che ieri ha unito non solo i
cristiani, ma anche donne e uomini di altre fedi religiose, persone di buona
volontà che amano la pace.
Come può incoraggiare il nostro cammino, sostenere
la fiducia e dare speranza alla nostra storia, alla storia dell’umanità tanto
minacciata, questo evento che la fede cristiana oggi celebra? Può ancora la
Parola di Dio illuminare momenti tanto bui che sembra ancora notte, e notte profonda?
Non possiamo attendere che questo buio sia rischiarato dai lampi, dal chiarore
mortale di missili e bombe. Come ci rassicura Dio e come possiamo,
paradossalmente ma non troppo, aiutarlo a dare salvezza al mondo?
La storia, storia d’amore e di salvezza, è nel cuore
di Dio , è nelle mani degli uomini.
Innanzitutto la Parola, ascoltata anche questa mattina,
ci dice che progetto, desiderio grande di Dio, sono la vita e la felicità dei
suoi figli, che siano liberi da ogni male, che abbiano pienezza di bene. Questo
egli porta in cuore, e in questo senso agisce interpellando, affidandosi alla
libertà dell’uomo, alle sue mani; mani operose nel fare il bene, nell’astenersi
dal male; mani che costruiscono e non
che distruggono; mani che accolgono e abbracciano i fratelli, e non mani che
impugnano e imbracciano armi di ogni genere per ucciderli.
Ora, mentre il cuore e il progetto di Dio rimangono
fedeli, la volontà e le mani degli uomini sembrano volgersi altrove. Ma Dio non
demorde, ed anche attraverso fatti, eventi, non facili da comprendere, persone
insospettabili o ritenute inadatte, fa avanzare il suo sogno anche su strade
difficili, impensabili. Questo fino al punto luce più notevole, la venuta del
Salvatore, Gesù, il Principe della pace, come lo riconosce la Scrittura, il
figlio di Dio fatto uomo nel seno di Maria di Nazareth di cui festeggiamo oggi
la nascita, e che onoriamo e invochiamo, accogliendo l’invito di Papa
Francesco, quale regina della pace.
Come è stato per Maria, scelta da Dio, per dare
corpo alla salvezza, come è stato per Maria che ha dato la propria responsabili
disponibilità, così avviene anche per noi oggi interpellati da Dio e dalle
sofferenze di tante donne e uomini nel mondo. Dio non vuole fare tutto da sé,
vuole coinvolgere la creatura nel realizzare la sua felicità; l’uomo non può
fare tutto da sé, ha bisogno di chi sorregga le sue mani e soprattutto lo
faccia partecipe di un cuore grande. Maria di Nazareth oggi nasce e ci apre la
via, aurora di una giornata di sole.
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