mercoledì 11 settembre 2013

OMELIA


Natività di Maria – 08.09.2013

Celebrare questa ricorrenza dell’8 settembre, per noi festa familiare, onorare Maria, la madre di Gesù, persona a noi cara, con il titolo di Madonna di Monte Berico, custode della chiesa vicentina, porta con sé il fresco di un mattino, il clima, il tepore, la tenue e rassicurante luce dell’inizio di una giornata, ci ridà respiro, ci apre alla vita e alla speranza… anche se la giornata si preannuncia afosa, pesante, carica di preoccupazioni e sofferenze.
Il riferimento è alla giornata che il mondo tutto sta affrontando in questi tempi, all’ansia e alla paura che la stoltezza e l’egoismo degli uomini possano recare ancora più distruzione e morte all’umanità già sofferente. Ad ogni risveglio ci auguriamo sia la giornata buona perché abbiano fine tutte le cattiverie che feriscono il mondo. Oggi questo risveglio ci è dato nell’aurora che è Maria, anticipo del sole che unico può dare piena luce e calore d’amore, vera salvezza a donne e uomini angosciati, resi infelici da altri.
Allora viviamo questo giorno di festa prolungando la preghiera e l’invocazione, il grido per la pace che ieri ha unito non solo i cristiani, ma anche donne e uomini di altre fedi religiose, persone di buona volontà che amano la pace.

Come può incoraggiare il nostro cammino, sostenere la fiducia e dare speranza alla nostra storia, alla storia dell’umanità tanto minacciata, questo evento che la fede cristiana oggi celebra? Può ancora la Parola di Dio illuminare momenti tanto bui che sembra ancora notte, e notte profonda? Non possiamo attendere che questo buio sia rischiarato dai lampi, dal chiarore mortale di missili e bombe. Come ci rassicura Dio e come possiamo, paradossalmente ma non troppo, aiutarlo a dare salvezza al mondo? 

La storia, storia d’amore e di salvezza, è nel cuore di Dio , è nelle mani degli uomini.
Innanzitutto la Parola, ascoltata anche questa mattina, ci dice che progetto, desiderio grande di Dio, sono la vita e la felicità dei suoi figli, che siano liberi da ogni male, che abbiano pienezza di bene. Questo egli porta in cuore, e in questo senso agisce interpellando, affidandosi alla libertà dell’uomo, alle sue mani; mani operose nel fare il bene, nell’astenersi dal male; mani che costruiscono  e non che distruggono; mani che accolgono e abbracciano i fratelli, e non mani che impugnano e imbracciano armi di ogni genere per ucciderli.

Ora, mentre il cuore e il progetto di Dio rimangono fedeli, la volontà e le mani degli uomini sembrano volgersi altrove. Ma Dio non demorde, ed anche attraverso fatti, eventi, non facili da comprendere, persone insospettabili o ritenute inadatte, fa avanzare il suo sogno anche su strade difficili, impensabili. Questo fino al punto luce più notevole, la venuta del Salvatore, Gesù, il Principe della pace, come lo riconosce la Scrittura, il figlio di Dio fatto uomo nel seno di Maria di Nazareth di cui festeggiamo oggi la nascita, e che onoriamo e invochiamo, accogliendo l’invito di Papa Francesco, quale regina della pace.

Come è stato per Maria, scelta da Dio, per dare corpo alla salvezza, come è stato per Maria che ha dato la propria responsabili disponibilità, così avviene anche per noi oggi interpellati da Dio e dalle sofferenze di tante donne e uomini nel mondo. Dio non vuole fare tutto da sé, vuole coinvolgere la creatura nel realizzare la sua felicità; l’uomo non può fare tutto da sé, ha bisogno di chi sorregga le sue mani e soprattutto lo faccia partecipe di un cuore grande. Maria di Nazareth oggi nasce e ci apre la via, aurora di una giornata di sole.




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