lunedì 19 settembre 2016

FRAMMENTI

 
19 Settembre 2016

Riprende il cammino…nella MISERICORDIA!
La via quotidiana!

Luca 16,1-13. Domenica 25°.
La Misericordia… avverte!
No, non si può servire Dio e la ricchezza!

Dalla parabola dell’amministratore disonesto:
- chi è disonesto nel poco sarà disonesto…nel molto, fino in fondo!
- ammira o invidia i disonesti chi disonesto è!
- la furbizia che si mette nel fare il male, nella ricchezza “disonesta”, non manchi nel perseguire la vera ricchezza. I discepoli del Signore, se vogliono essere fedeli al vangelo, non si possono permettere di essere…tonti e ingenui!
- ricchezza “disonesta”? Non perché accumulata con il furto…
Essa è “disonesta” per natura perché ti cattura, ti imprigiona, ti fa schiavo, ti prende il cuore… E allora è causa di inique…leggi di mercato!


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16 Settembre 2016

Riprende il cammino…nella MISERICORDIA!
La via quotidiana!

Giovanni 17,12-19.
La Misericordia… prega!
“…io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato,…”
Questo nome è “figlio prediletto”!

Di questo nome anch’io posso fregiarmi, perché realmente lo sono.
L’ho conosciuto e l’ho fatto conoscere.
La missione della Misericordia.

Perché “…abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.”
La gioia di portare questo nome. Per cui posso dire anch’io “abbà”, “papà”…
E così “io non sono più del mondo”, sono del Padre mio.

Questa è la verità nella quale io sono “consacrato”, alla quale appartengo.
Ed è la mia più bella libertà!

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15 Settembre 2016

Riprende il cammino…nella MISERICORDIA!
La via quotidiana!

Giovanni 19,25-27. Memoria di MARIA ADDOLORATA.
La Misericordia coinvolge e va condivisa.

Lasciarsi prendere, coinvolgere, rifuggire da ogni estraneità,
essere presenti, partecipi, là dove l’amore viene manifestato
nel suo più grande dono, fino a dare la vita.

E poi condividere, portare avanti, continuare su questa via
sulla quale la stessa Misericordia ci ha chiamati, con la medesima “passione”.
E’ condividere l’amore!

“Provare dolore” non significa semplicemente sentire in noi lo strazio delle sofferenze davanti alle quali siamo, quasi moltiplicandoli il numero di chi soffre, ma piuttosto avere in cuore, e pur nella fatica di esprimerlo, un grande desiderio, una grande “passione” di consolare, dare forza, sorreggere, nella fiducia che Qualcuno continui a sorreggere noi.

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