lunedì 5 settembre 2016

OMELIA

 
23° Domenica C – 04.09.2016
- Luca 14,25-33

Siccome “una folla numerosa andava con Gesù”e la sua predicazione aveva molto successo, Egli vuole fare chiarezza e non permettere illusioni. Non è di tutti coloro che sono acclamati dalla gente questa onestà. La misericordia esige innanzitutto di non ingannare o darla d intendere. Ecco parole dure che  ci portano contro i nostri sentimenti naturali.

Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”. Perché tanta radicalità?

Gesù conosce il cuore umano e sa che le cose più belle, care e sante possono diventare impedimento alla sua sequela, e distogliere dal fare la volontà di Dio. dalle cose cattive ci difendiamo, ma quelle buone a volte ci ingabbiano. Gesù chiede un atto, che lui stesso ha compiuto nei confronti della sua famiglia; un atto che non esclude altri amori, come quello coniugale o quello dell’amicizia, ma anche questi vanno vissuti sapendo che l’amore per Cristo è primario. E’ “il portare la croce”, l’amore che arriva dare la propria vita e ciò che abbiamo di più caro.
E’ un amore paradossale, fuori di ogni logica, lontano da ogni buon senso, senza misura, inconcepibile. Amare Gesù più del padre o della madre, delle persone care, non significa negare loro amore o amarle di meno, ma significa amarle meglio! E’ grazia!

Un amore paradossale, dietro a Gesù, e un amore intelligente!
Ce lo ricorda con due brevissime parabole.

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?.

Un amore intelligente non è un fuoco di paglia, di un colpo di entusiasmo, come l’innamoramento, ma è un amore che si prende un tempo di calma, di silenzio, di riflessione. E’ discernimento! Vediamo cosa ci dice la Parola del Signore e uno sguardo realistico alla situazione, alle nostre responsabilità.
E’amore intelligente quello che sa misurare le proprie forze, perché la sequela di Gesù esige la capacità di fare guerra contro il nemico, il diavolo che ci tenta e vorrebbe farci cadere, spingendoci ad abbandonare la sequela stessa. Pure questo amore intelligente è dono di Dio, poiché egli ci ha fornito di ragione. E la vita non va sprecata.

E allora, facciamo nostra la preghiera nel salmo proclamato poco fa: “Insegnaci, signore a contare i nostri giorni e acquisteremo una cuore saggio”, capace di un amore paradossale e intelligente, uno sposalizio impensabile da cui viene il vero bene per tutti, noi e le persone più care.


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