lunedì 5 settembre 2016

MEMORIA CAMPEGGIO 2016


Palus S. Marco – Auronzo
Campeggio parrocchiale di Monteviale
10 luglio 2016


Sul campo è sceso il silenzio. Eppure le voci tanto care che lo ricoprivano fino a ieri risuonano nel mio cuore; vi risvegliano con gratitudine e commozione ricordi di volti, gesti, parole, canti, sorrisi, lacrime di gioia che in questi 17 anni sono stati di casa qui, a Palus S. Marco di Auronzo, come a Monteviale, amata comunità e mia cara “famiglia”.

“Partire, camminare, sostare, ripartire”.
E’ tutta qui la bellissima avventura, la storia affascinante, coinvolgente che ho vissuto con voi, miei carissimi.
17 anni fa era per me, e non soltanto, una novità partirecon altri che sarebbero diventati familiari, amici cari, e compagni di avventura; partire con decisione, accolto con curiosità e attenzione che ben presto si sarebbero trasformate in affetto, sostegno, in esempi belli datemi a farmi crescere.

Mi avviavo, allora, ad entrare nel cuore della mia età anagrafica e nel ministero sacerdotale: 48/64 anni. In quel periodo trovavo pure casa nel “cuore” vostro, qui a Monteviale, per un cammino nuovo da fare insieme.

Il camminareè avvenuto con fiducia e solidarietà, ora tirando ora spingendo, ora portando ora facendoci portare, in ascolto della Parola del Signore, scrutando i passi che ci suggeriva, aprendo il cuore alle necessità manifeste, e a quelle che l’amore lasciava intravedere. Anche qualche rallentamento, qualche resistenza o caduta non hanno impedito di dirigersi, ne sono certo, là dove il Signore e l’impegno di essere comunità di fratelli e amici ci conducono. Siano rese grazie a Dio!

E’ stato bello sostare l’uno accanto all’altro per spartire gioie e lacrime, farci coraggio, individuare nuovi passi o sperimentati sentieri con rinnovato cuore e stile. Forse, da parte mia, un po’ di… impazienza, ha bisogno del vostro perdono. Ma solamente l’affetto per Gesù e per voi, per questa chiesa che insieme formiamo, mi spingeva.
E’ stato bello fermarsi, tirare il fiato e trovare riposo nello sguardo amico, nel sorriso accogliente, nell’aiuto fraterno, nella familiare ospitalità, nella carezza di chi ama… Rimangano la nostra forza a sostegno dei passi che ci attendono. Sì, è stato bello, ma soprattutto, mi ha fatto un gran bene!

Mi riempie ancora di commozione e tanta gratitudine perché nello “sostare” tra voi “vi siete presi cura” di me in modo specialissimo e amorevole nel momento della malattia. L’affetto, la premura, la preghiera, l’interessamento, la preoccupazione che avete mostrato di nutrire verso di me, sono impareggiabili, propri di una famiglia in cui io mi sentivo, e mi sento, tanto amato.

Anch’io ho desiderato farmi vicino a tutti voi. A coloro nei confronti dei quali non sono riuscito o avrei dovuto esserlo maggiormente, chiedo perdono di inadempienze e dimenticanze non volute. A volte siamo così presi dal fare la nostra strada, a portare avanti le nostre ragioni – e può essere successo anche a me – che diventiamo assenti, distratti, e la nostra carità, “misericordia”, non è più il tocco dolce e leggero di Gesù. Una speciale benedizione vorrei lasciare a chi non ho raggiunto o non si è lasciato raggiungere.

Camminando e sostando tra voi, qui nel paese di Monteviale, sono entrato nelle vostre case per incoraggiare a rimettere in piedi “il perdono” in famiglia, tra famiglie, nel paese… Sono contento che a Monteviale come ovunque, in ogni casa e famiglia, ci si ami per rinascere e si rinasca per cercare di amare ancora di più. E’ un unico abbraccio circolare di responsabilità, in una spirale di stima reciproca che deve far progredire .Chi non progredisce, regredisce!

 E’ arrivato il momento di ripartire. E’ un nuovo inizio. Così va la storia, il cammino di ognuno e di tutti, di inizio in inizio, con il tesoro di esperienze passate e con la sorpresa altrettanto stupenda di ciò che ci sta davanti.
Così lo è per me, così lo sarà per voi, carissimi tutti. Sentieri diversi, unica direzione, per “andare oltre” quanto di bello vissuto, come pure oltre limiti o paura, qualche delusione… Andare oltre perché un gran bene ci riservato e cose ancor più belle godremo.
Non manca qualche incertezza e comprensibile timore, ma questa storia non è senza uscita; è storia di salvezza, di amore; dietro la “Porta” straordinaria, che è Gesù, si trova la cura, la linfa della vita: la Misericordia!

Mi conforta il fatto che i miei passi continueranno sotto la particolare materna protezione di Maria, Madonna dei miracoli,  in aiuto  a quanti conoscono infelicità, cercano pace, appunto, nella misericordia divina.

Anche la vostra “partenza” rimane sotto lo sguardo amorevole di Maria Assunta, e i sacerdoti che saranno tra voi, e con voi cammineranno, sono la benedizione del cielo che mai abbandona, sa di cosa abbiamo bisogno, di cosa ci fa bene. Ci aiuti il Signore, per la sua materna intercessione, a testimoniare il vangelo, a costruire il regno di Dio in questa umanità per una vita e gioia che non avranno mai fine, da qui all’eternità.

Con tenerezza vi abbraccio uno ad uno.
                                     Don Francesco

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