Palus
S. Marco – Auronzo
Campeggio parrocchiale di Monteviale
10 luglio 2016
Sul campo è sceso il silenzio. Eppure le voci tanto care che
lo ricoprivano fino a ieri risuonano nel mio cuore; vi risvegliano con
gratitudine e commozione ricordi di volti, gesti, parole, canti, sorrisi,
lacrime di gioia che in questi 17 anni sono stati di casa qui, a Palus S. Marco
di Auronzo, come a Monteviale, amata comunità e mia cara “famiglia”.
“Partire,
camminare, sostare, ripartire”.
E’ tutta qui la bellissima avventura, la storia
affascinante, coinvolgente che ho vissuto con voi, miei carissimi.
17
anni fa era per me, e non soltanto, una novità “partire” con altri che sarebbero diventati familiari,
amici cari, e compagni di avventura; partire con decisione, accolto con
curiosità e attenzione che ben presto si sarebbero trasformate in affetto,
sostegno, in esempi belli datemi a farmi crescere.
Mi
avviavo, allora, ad entrare nel cuore della mia età anagrafica e nel ministero
sacerdotale: 48/64 anni. In quel periodo trovavo pure casa nel “cuore” vostro,
qui a Monteviale, per un cammino nuovo da fare insieme.
Il
“camminare” è avvenuto con
fiducia e solidarietà, ora tirando ora spingendo, ora portando ora facendoci
portare, in ascolto della Parola del Signore, scrutando i passi che ci
suggeriva, aprendo il cuore alle necessità manifeste, e a quelle che l’amore
lasciava intravedere. Anche qualche rallentamento, qualche resistenza o caduta
non hanno impedito di dirigersi, ne sono certo, là dove il Signore e l’impegno
di essere comunità di fratelli e amici ci conducono. Siano rese grazie a Dio!
E’
stato bello “sostare” l’uno
accanto all’altro per spartire gioie e lacrime, farci coraggio, individuare
nuovi passi o sperimentati sentieri con rinnovato cuore e stile. Forse, da
parte mia, un po’ di… impazienza, ha bisogno del vostro perdono. Ma solamente
l’affetto per Gesù e per voi, per questa chiesa che insieme formiamo, mi
spingeva.
E’
stato bello fermarsi, tirare il fiato e trovare riposo nello sguardo amico, nel
sorriso accogliente, nell’aiuto fraterno, nella familiare ospitalità, nella
carezza di chi ama… Rimangano la nostra forza a sostegno dei passi che ci
attendono. Sì, è stato bello, ma soprattutto, mi ha fatto un gran bene!
Mi
riempie ancora di commozione e tanta gratitudine perché nello “sostare” tra voi
“vi siete presi cura” di me in modo specialissimo e amorevole nel momento della
malattia. L’affetto, la premura, la preghiera, l’interessamento, la
preoccupazione che avete mostrato di nutrire verso di me, sono impareggiabili,
propri di una famiglia in cui io mi sentivo, e mi sento, tanto amato.
Anch’io
ho desiderato farmi vicino a tutti voi. A coloro nei confronti dei quali non
sono riuscito o avrei dovuto esserlo maggiormente, chiedo perdono di
inadempienze e dimenticanze non volute. A volte siamo così presi dal fare la
nostra strada, a portare avanti le nostre ragioni – e può essere successo anche
a me – che diventiamo assenti, distratti, e la nostra carità, “misericordia”,
non è più il tocco dolce e leggero di Gesù. Una speciale benedizione vorrei
lasciare a chi non ho raggiunto o non si è lasciato raggiungere.
Camminando
e sostando tra voi, qui nel paese di Monteviale, sono entrato nelle vostre case
per incoraggiare a rimettere in piedi “il perdono” in famiglia, tra famiglie,
nel paese… Sono contento che a Monteviale come ovunque, in ogni casa e
famiglia, ci si ami per rinascere e si rinasca per cercare di amare ancora di
più. E’ un unico abbraccio circolare di responsabilità, in una spirale di stima
reciproca che deve far progredire .Chi non progredisce, regredisce!
E’ arrivato il momento di “ripartire”. E’ un nuovo inizio. Così
va la storia, il cammino di ognuno e di tutti, di inizio in inizio, con il
tesoro di esperienze passate e con la sorpresa altrettanto stupenda di ciò che
ci sta davanti.
Così
lo è per me, così lo sarà per voi, carissimi tutti. Sentieri diversi, unica
direzione, per “andare oltre” quanto di bello vissuto, come pure oltre limiti o
paura, qualche delusione… Andare oltre perché un gran bene ci riservato e cose
ancor più belle godremo.
Non
manca qualche incertezza e comprensibile timore, ma questa storia non è senza
uscita; è storia di salvezza, di amore; dietro la “Porta” straordinaria, che è
Gesù, si trova la cura, la linfa della vita: la Misericordia!
Mi
conforta il fatto che i miei passi continueranno sotto la particolare materna
protezione di Maria, Madonna dei miracoli,
in aiuto a quanti conoscono
infelicità, cercano pace, appunto, nella misericordia divina.
Anche
la vostra “partenza” rimane sotto lo sguardo amorevole di Maria Assunta, e i
sacerdoti che saranno tra voi, e con voi cammineranno, sono la benedizione del
cielo che mai abbandona, sa di cosa abbiamo bisogno, di cosa ci fa bene. Ci
aiuti il Signore, per la sua materna intercessione, a testimoniare il vangelo,
a costruire il regno di Dio in questa umanità per una vita e gioia che non
avranno mai fine, da qui all’eternità.
Con
tenerezza vi abbraccio uno ad uno.
Don Francesco
Nessun commento:
Posta un commento