sabato 28 gennaio 2012

MONOPOLI

(una serata divertente ed educativa)

Papà e mamma aprono il gioco,
la grandicella e l’altra al loro fianco,
la prima per sé, la piccola per la mamma,
mi ci metto pure io a batter cassa
curioso di provare a non pagar tassa.
Monopoli: i dadi sono tratti!
Una vita così è da matti: 
compra, vendi, compra, rischia,
Diverte, e preoccupa
il passar della fortuna e del naso in affari,
i rovesci e fallimenti non sono affatto rari.
Costruisce, amplia, ipoteca,
il furbo ne sa più di una biblioteca.
Sorride e scherza tra le caselle, 
ma va a finire che si prendono sempre quelle.
Risparmio, incasso, rischio per paura,
s’assottigliano le mazzette, viene meno ogni cura,
e chi invece più ne tiene più ne ha
sempre e ancora più ne pensa e ne fa.
Siamo oramai in bancarotta lenta,
la grandicella vivace ora spenta.
Più libera la piccola con la mamma,
sua ricchezza imperdibile che l’ama.
E’ l’affare vero della vita, non soldi né terreni
fan vivere sicuri, forti e sereni.
Al papà a gonfie vele gli affari vanno,
ride contento incassando beni, rendite,
che nel gioco non fan danno.
Anch’io sono in orlo di rovina,
divertimento di una sera aspetto la mattina,
i miei giorni sono preziosi affari
nessuno li può prendere,
io li dono, gratuiti, a buon rendere.
E’ finita! 
Sul lastrico e sbancato
sorrido agli amici con cui ho imparato.
Monopoli, 

gioco “educativo” per conoscere
temere l’accumulo
e prenderne le distanze,
il cedervi fa di me prigioniero
e gli altri senza speranze.
Sogno meglio chi fa meno,
chi di più dona in questo mondo
regalando letizia e giustizia a tutto tondo.
Cosa mai si prova ad essere ridotti in povertà!
E’ solo un gioco, per carità!




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