giovedì 25 ottobre 2012

PENSIERI....


                                                            (…di giornata. Davanti a Lui!)


“Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo…”  (Efesini 3, 14-21)

Le dimensioni dell’amore di Cristo Gesù:

- ampiezza : non ristretto, misurato, calcolato,
                    ma esteso aperto a tutti, per farsi vicino ai più lontani…
- lunghezza : non episodico, isolato, saltuario,
                      ma continuo, fedele, interminabile progetto nella storia…
- altezza : non di bassa lega, minino, scontato,
                 ma di valore, “spirituale”, dà ebbrezza e pienezza …
- profondità : non superficiale, astratto, apparente,
                      ma radicato nell’umanità, l’ama e la fa crescere…

“Sono venuto a gettare fuoco sulla terra…Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione…”  (Luca 12,49-53). La chiarezza… prima di tutto in me!

La Parola fa chiarezza sulle dimensioni del… mio amore!


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                                                            (… nella pausa del mattino!)

“… ti agiti per molte cose…Una è necessaria…” ( cfr.Luca 10,41-42)

L’agitazione non riguarda solamente le cose o le necessità materiali…
C’è pure un’agitazione di chi vuole fare bene il bene…E’un agitazione che non si può definire “spirituale”, poiché lo Spirito è sì vento impetuoso e forte, che muove, ma anche brezza e carezza che chiama a sostare…

Perché “ti agiti” a fare, organizzare, proporre, comandare, inventare, mettere in piedi, svolgere…
Meglio “sedersi”… ai piedi di Gesù, prima di tutto. Sarà Lui a rialzare nei tempi, modi, occasioni, “per le opere che Dio ha preparato perché noi abbiamo a compierle” (Ef. 2, 10).

Non si tratta di comodità, o pigrizia, ma fiducia che nulla viene prima di Lui, e lasciare che Lui detti i passi successivi…

“Lascia fare a Dio: soltanto dopo,se resta del lavoro da fare, datti da fare”. “Madeleine Delbrel)


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                                                              (… una persona cara e amica!)

“ Sai, io ti leggo… Non capisco tutto quello che scrivi… E’ difficile per me non vivendo e non conoscendo lì dove sei…”

“…ma conosci me, conosci un po’ il mio cuore. Vivi con me, anche se altrove!”

Amo perché amo, diceva san Bernardo. Scrivo perché scrivo, aggiungo io. 
O parlo perché parlo.
Ma lungi dallo scrivere e dal parlare a vuoto, o a me stesso, è invece comunicazione e comunione fraterna aprire il cuore, condividere, offrire, narrare…

Non è sempre la prima cosa che conta che abbia a comprendere chi o coloro i quali leggono o ascoltano… La comunicazione è gratuita, condivisone del cuore, a volte di cose liete, altre volte di pensieri o ansie. E’uno svuotare se stessi per arricchire altri, o, senza pretese e con rispetto, per trovare chi accoglie, anche senza comprenderla, una gioia o una pena, uno stupore, una preoccupazione… insomma un cuore che ama!

Ecco, forse è proprio questo il bel frutto della comunicazione, parola o scritto: far sapere che c’è un cuore che ama, grande o piccolo che sia, che vive sentimenti, emozioni, pensieri, gesti… di umanità; un cuore che si…allarga a “dimensioni” che mai raggiungerà pienamente, ma che è fatto, dallo Spirito, “della statura perfetta di Cristo” (Ef. 4,13).

Chi mi legge, chi mi ascolta, possa dire: “Non ti capisco. Ma so che mi vuoi bene!”.

… “I’ mi son un che, quando
Amor mi spira, noto, e a quel modo
ch’e’ ditta dentro vo significando”.

“io sono uno che, quando
amore mi parla nel cuore, ne prendo nota,
e cerco di esprimere in parole ciò che egli mi detta,
esattamente nel modo che egli lo detta”.

                                                           Canto XXIV - Purgatorio






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