Sabato Santo - Veglia
Pasquale – 30.03.2013
Carissimi,
Gesù è risorto! Mai come questa notte il doveroso canto dell’Alleluia
è piacevole, è gioioso, fa straripare di esultanza il nostro cuore. Gesù è
Risorto. E’ vivo colui che ci ama e che amiamo. Ha vinto la morte, non solo per
sé ma per tutti noi, per l’umanità tutta, per l’intera creazione. Il Padre l’ha
richiamato dalla tomba, gli ha ridato la vita che egli aveva offerto per amore,
e con questo figlio tutti i suoi figli sono ricreati. Anche noi risorgiamo
con Lui.
E’ vero la nostra esistenza continua come prima, eppure
c’è qualcosa di totalmente nuovo che la fa completamenti diversa. Lo Spirito
dell’amore, lo Spirito della vita ridà vigore alle nostre membra. La nostra
carne, la nostra umanità, è ora trasfigurata,
e pure la storia diventa un cammino ancor più ricco di speranza e di
gioia. La morte, il male, il peccato sono sconfitti, anche se continuano a
ferire.
Gesù è risorto e la sua risurrezione è anche la nostra. Davvero sovrabbondiamo di feste e di gioia, anche inizialmente c’è il paura delle donne davanti ad una tomba vuota, a una presenza misteriosa, il timore e l’incertezza di un loro vaneggiamento, o lo stupore di Pietro per i teli vuoti.
Miei cari, niente di tutto questo, grazie alla fede
che è stata immessa nel nostro cuore, grazie all’amore che la nutre, solo gioia
e gioia grande. Grazie anche al segno visibile della risurrezione di Gesù
che stanotte è dato a noi, con la risurrezione di un nostro caro fratello
che tra poco incontrerà il Risorto nell’esperienza vera con i sacramenti del
Battesimo, Cresima, Eucaristia. Gioia per il dono che riceve Ronald al termine
del cammino di catecumenato, lungo il quale è stato accompagnato dalla Comunità
attraverso gli amiche gli sono stati accanto in questi mesi e che, come padrini
e madrine, continueranno ad esserlo.
La nostra risurrezione con Gesù è proprio nel
Battesimo
che abbiamo ricevuto accogliendolo nella nostra esistenza la sua vita, la sua
passione d’amore che contempla il dare
tutto di sé e il risorgere, l’essere liberi dal male, l’appartenere pienamente
a Coliche è la nostra libertà, il nostro bene.
La nostra risurrezione è nello Spirito che ci chiama fuori dalla nostra tomba, il male nelle sue varie manifestazioni che vuole tenerci sepolti nella tristezza, ci vuole morti. Questa risurrezione si chiama amore, misericordia, perdono, accoglienza dei più poveri, servizio e responsabilità per un mondo nuovo, più pulito, pur in mezzo ancora presenti difficoltà, questa risurrezione e pienezza di gioia.
Anche perché l’esperienza matura di questa è
nell’Eucaristia che celebriamo ogni domenica e di cui qui ci nutriamo
insieme con gli altri fratelli e sorelle della Pasqua di Gesù. Ronald stasera
entra pienamente in questo mistero di grazie di novità, partecipando
all’Eucaristia con la sua sposa e con tutti noi, e dietro a lui, per lui, noi
rendiamo lode, gridiamo di gioia, e cantiamo l’alleluia.
La risurrezione nostra è l’amore di Dio riversato nel nostro
cuore e vissuto, donato, in ogni frammento della nostra esistenza; è questo che
trae fuori dalla morte, da ogni schiavitù la nostra umanità. E’ l’amore che
Gesù ci ha lasciato ed insegnato, da noi accolto, che fa risorgere il mondo.
E’ in noi l’augurio, la preghiera, la certezza, la
volontà, che la lode nostra coinvolga tanti amici, che un grido di festa
risuoni nel mondo triste e sepolto dal male a dare speranza, che l’Alleluia, la
festa e la gioia si manifestino nella vita nuova, nella vita di Cristo in cui
siamo nascosti, ma non tanto, vita che ora risplende nell’umanità che rinasce
nell’amore e per l’amore.
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