martedì 24 febbraio 2015

RIFLESSI...


…della Parola - 23.02.15

“Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo” (Levitico 19,2.11-18)
“Avevo fame, sete..e l’avete fatto a me” (Matteo 25,31-46)

Essere santi non è essere persone di… fede, ma piuttosto persone di…carità, di amore, poiché Dio è amore! Essere persone di carità che proviene dalla fede, dal credere che Dio è amore, e che da lui siamo amati.
La “santità” è la risposta in amore dato agli altri all’amore che ricevo da Dio.
Essere santi non significa essere “separati” (come indica la parola) dal mondo, ma “immersi” nel mondo, nella vita, nelle vicende e necessità dei fratelli, come dio, perché lì c’è Gesù.



… della Parola - 24.02.15

“… la mia parola non ritornerà a me senza effetto” (Isaia 55,10-11)
“…Dacci oggi il nostro pane quotidiano” (Matteo 6,7-15)

L’amore dell’Abba, Padre, e la fiducia in esso sono il  pane quotidiano per vivere. La fiducia nella parola di Dio compie la sua volontà che sempre volontà di bene. Ad essa,a questa volontà come a questa parola ci apriamo con la nostra preghiera, che è “domanda” confidenziale.
A giustificare la preghiera come “domanda” è il fatto che è sempre…plurale. Si domanda per… gli altri! Cos’ il figlio ha a cuore i fratelli, e in questo carità l’efficacia della Parola non si nasconde più.

Il “precario” (colui che prega!) è colui che pone la propria sicurezza è nel “ruolo” del Padre, nel suo amore provvidente e “quotidiano”.


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