…Levitico 19,1-2.11-18 e Matteo 25,31-46
I comandamenti del
Signore sono i “blocchi di partenza” per un’esistenza pienamente umana, un’esistenza
di…libertà. Un vivere “totalmente altro”, “santo”, come Dio è “Santo”!
Allo sparo dello start,
ovvero la chiamata dello Spirito, a volte esplosiva, dirompente, a volte voce
da un intenso e sottile silenzio, comincia la gara… con noi stessi e con quanto
vorrebbe trattenerci. Non si può, né si deve rimanere fermi. Nemmeno ci si può
permettere di “scattare” senza essere chiamati, per presunzione, superbia o
voglia di mettersi in mostra. Se recidivi, scatta la squalifica che ci tiriamo
addosso da noi stessi.
Non si tratta, poi, di
correre per arrivare primi. E’ una gara diversa dalle altre. L’importante è
fare la corsa con il “fiato” e le “gambe” che si hanno, e che abbiamo
provveduto ad allenare con una buona preparazione mai finita, con un buon
preparatore atletico che è la persona che il buon Dio ci ha messo accanto. Il
trainer migliore è Gesù, e da Lui ha imparato a seguire “zoppi, storpi” o comunque “poveri” che non
rinunciano alla vita.
Attenzione: dobbiamo
assolutamente “correre” sulla corsia che ci è stata assegnata! La cosa può
risultare difficile nelle corse a lunga distanza perché verrebbe voglia di
cambiare posizione. Occorre essere fedeli alla propria “vocazione”! E credere
che il posto assegnatoci è quello migliore per condurre in porto la corsa, non
danneggiare altri, anzi, far loro del bene. E poi non dimentichiamo che può
essere anche una corsa ad ostacoli.
I passi, lunghi o
corti, secondo l’ampiezza del nostro cuore, meglio se… lenti invece che veloci,
traducono in vita quanto ai blocchi di partenza ci ha fatto muovere. Segnano la
nostra progressione. Non più “non fare questo, non fare quello…”, ovvero “NON
ruberete…NON giurerete il falso…NON opprimerai il tuo prossimo, né lo
spoglierai…NON maledirai, né metterai inciampo… NON commetterete ingiustizia… NON
andrai in giro a spargere calunnie…NON coverai nel tuo cuore odio…NON ti
vendicherai né serberai rancore”. Certamente non manca il comando al
positivo, ma noi fin troppo ci portiamo appresso i “blocchi partenza” che alla
fine sfiancano, fanno maledire la corsa o la riempiono di lamenti, ci
scoraggiano. Ci fanno dire: basta, non vivo più!
Nella progressione a
cui il nostro Trainer principe, Gesù, ci ha allenati, Egli che per primo ha
fatto la corsa da vero uomo e figlio di Dio, non dimentichiamo i blocchi di
partenza. Gesù non è venuto per togliere la Legge, ma per renderla leggera,
vera, e può diventare parte del Suo “giogo” se portata con amore. Così passiamo
decisamente dal “NON fare questo, NON fare quello…” al “tutto quello che avete fatto a un solo di questi miei fratelli,
l’avete fatto a me”. E cioè “ho avuto fame…sete…mi avete accolto, vestito,
visitato…”. I “blocchi di partenza” proprio non ci tengono più, siamo
diventati leggeri e liberi figli di Dio! Concorrenti di nessuno, e fratelli di tutti!
La corsa, che poi in
questo tempo quaresimale consideriamo la vera e bella conversione, diventa non
una fatica pesante, affannosa, o peggio, un cercare di essere davanti o
migliori di altri o a loro danno; si fa via di beatitudine. Non si tratta di
tagliare un traguardo con tutti i mezzi, ma di sentirci dire da Gesù: “Beati voi…benedetti del Padre mio!”. Certamente non mancano
rallentamenti e cadute, e c’è sempre chi
vuole farci inciampare nella tentazione, ma la misericordia non riporta alla
partenza, ci rialza, solleva il nostro cuore, per continuare il cammino. Dà
ancora e sempre una nuova opportunità, il perdono.
Sul podio che ci
attende saremo tutti sul gradino più…basso, quello che gode di maggior onore e
che Gesù ha voluto per sé, perché abbiamo imparato da Lui non solo a non fare
il male a nessuno, ma a servire il vero bene agli altri. La medaglia? D’oro! Perché
tale è la gloria di Dio, cioè il Suo abbraccio di Padre, che vuole una festa
grande dove non ci sono servi, solamente fratelli, una gioia immensa, un vero
Paradiso!
Questa è la…Verità!
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