... per omelia Domenica 5A - 04.02.2018
Giobbe 7,1-4 e Marco 1, 29-39
Ideali smarriti, progetti
non realizzati, amori (sempre che lo siano! ) spezzati... "mesi di
illusione", e pure annj; salute, famiglia, lavoro, preoccupazioni...
"notti di affanno". Tanta stanchezza, senza speranza...Tentazione di
maledire la vita e bisogno di salvezza, di sapere che stiamo a cuore di
qualcuno che ci vuol bene e che non ci lascia infelici.
Ecco, è giunto Gesù, ci vuole liberi, ci rialza, ci guarisce... L'aveva fatto nella sinagoga (cfr. domenica scorsa) cacciando lo spirito maligno (primo gesto di salvezza; sarà anche il primo compito che affiderà ai suoi al termine del vangelo).
Entra nella nostra casa perchè gli stanno a cuore le nostre relazioni più care; ci prende per mano, ci fa capaci di servizio. Poi alle porte della città perché nessuno sia escluso. La salvezza è per "tutti i malati e indemoniati". Non è solo una giornata piena la sua, ma una vita piena di amore. Di che cosa è piena la mia giornata?
Gesù sente forte questa chiamata a dare salvezza, speranza, sollievo, pace, liberazione... vivendo una bella intensa comunione con il Padre. Trae da questa la certezza che non può fermarsi e che è la strada giusta andare avanti.
Come la sento "bella notizia " anche per me in questo momento di prova: andare avanti! Né successi, né insuccessi, fermano la sua, e così anche la missione che ho ricevuto (vale anche per quella di ognuno.. ).
"Andiamocene altrove... ": Gesù mi ha detto "seguimi", ed io voglio, con il suo aiuto, andare e stare con Lui, ovunque, "predicando" e pure.... "scacciando i demoni".
Ma "risanami, Signore, Dio della vita".
Nessun commento:
Posta un commento