mercoledì 1 aprile 2015

INTERROGATIVO... PASQUALE !

(...pensieri soggetti a... correzione!)

I teologi e gli studiosi della Bibbia sapranno dare una più giusta spiegazione del “perché il sacrificio di Cristo?”, o meglio del perché questa “modalità” il cui fine è di ricreare quell’alleanza, quella comunione tra Dio e gli uomini che è la volontà dei primo e la vita dei secondi.
Del resto – e questo potrebbe essere già una parola che aiuta la comprensione di questo evento – “l’abisso chiama l’abisso”: all’abisso del peccato e rifiuto dell’amore risponde l’abisso della grazia e della misericordia, abisso ancora più insondabile!

Perché Gesù ha dovuto morire in croce per la “nuova ed eterna alleanza”?
Avrebbe potuto trovare un modo meno cruento… anche se, evidentemente, il male e il peccato avrebbero venduto a caro prezzo la loro pelle, cercando piuttosto di vincere questa volontà di bene eliminando chi se ne faceva portatore.

Comunque Dio nel proporre questa “alleanza”, nell’offrirla agli uomini ha mandato il Figlio Suo Gesù,e questi, con il Padre, si è assoggettato alla modalità che gli uomini avevano inventato per “cercare il favore della divinità”, e cioè il “sacrificio” di qualcosa di caro e di vitale.
Tra  le varie motivazioni di tale gesto, tra cui un’ idea errata, e terribile, della divinità da placare (perché mai?), potrebbero aiutare la nostra comprensione anche questi miei pensieri e considerazioni.

1° - Nel sacrificio si riconosceva la divinità più importante, più cara e vitale di quanto si possedeva, e se qualcosa si poteva pensare in possesso degli uomini (persone, beni, animali, frutti…), lo si riteneva di provenienza e di proprietà di dio. A Lui andava restituita ogni cosa!
Questo “sacrificio” richiedeva la “distruzione” della vittima, la sua “consumazione” mediante fuoco o spargimento di sangue, la sua morte.

2° - Inoltre c’era il “sacrificio di comunione”. Quanto della vittima diceva appartenenza alla divinità (sangue, carne) veniva assunto, in vario modo( mangiando o con l’aspersione), da chi compiva o partecipava al sacrificio perché fosse instaurata una reale familiarità (alleanza) con la divinità.

Ora, perché si realizzasse la “nuova ed eterna alleanza tra Dio e il suo popolo” era necessaria la “distruzione” della vittima da parte dell’uomo (nel caso di Gesù determinata però non dalla volontà di riconoscere Dio, ma piuttosto dal volerlo annientare!), “distruzione” che poi è stata vinta dalla risurrezione (perché Dio non può essere annientato e l’amore non può essere vinto, sepolto!)
Questo significa la morte di Gesù in croce.

Poi era necessaria la “comunione” mangiando e bevendo della vittima, che è Dio nella carne e nel sangue dell’uomo. Ecco il pane spezzato e il vino versato, appunto il corpo e il sangue di Gesù, di Dio! La “comunione” con la vittima permette a chi se ne nutre o a chi è asperso dal sangue della stessa, una reale alleanza con Dio. La “vittima” era “santa”, gradita a Dio, aveva tutele le prerogative di Dio, quello che Dio vuole per tutti i suoi figli,ed ecco, allora che “mangiare e bere di Gesù” nel culmine del suo amore, significa diventare la carne e il sangue di Gesù. Significa diventare Lui e continuare il suo sacrificio, portare avanti nel mondo l’alleanza con Dio e con gli uomini.

Morte in croce e risurrezione, comunione al corpo e sangue di Gesù nell’Eucaristia sono lo stesso unico “sacrificio!a cui la SS. Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, ha detto di sì per fare alleanza con l’uomo e dare a costui amore e vita senza fine.


Conseguenze.
Partecipando a questa alleanza  anch’io sono chiamato
- a morire e a risorgere accettando che il bene sia messo alle strette e alla prova, risulti persino schiacciato vinto, momentaneamente, dal male, confidando nella potenza della risurrezione.
- alla comunione con Gesù, a spezzare e versare la mia vita nell’amore, fraternamente, a dare salvezza a chi siede alla mensa dell’esistenza con me.





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