(...pensieri soggetti a... correzione!)
I teologi e gli studiosi della
Bibbia sapranno dare una più giusta spiegazione del “perché il sacrificio di
Cristo?”, o meglio del perché questa “modalità” il cui fine è di ricreare
quell’alleanza, quella comunione tra Dio e gli uomini che è la volontà dei
primo e la vita dei secondi.
Del resto – e questo potrebbe
essere già una parola che aiuta la comprensione di questo evento – “l’abisso
chiama l’abisso”: all’abisso del peccato e rifiuto dell’amore risponde l’abisso
della grazia e della misericordia, abisso ancora più insondabile!
Perché Gesù ha dovuto morire in
croce per la “nuova ed eterna alleanza”?
Avrebbe potuto trovare un modo
meno cruento… anche se, evidentemente, il male e il peccato avrebbero venduto a
caro prezzo la loro pelle, cercando piuttosto di vincere questa volontà di bene
eliminando chi se ne faceva portatore.
Comunque Dio nel proporre questa
“alleanza”, nell’offrirla agli uomini ha mandato il Figlio Suo Gesù,e questi,
con il Padre, si è assoggettato alla modalità che gli uomini avevano
inventato per “cercare il favore della divinità”, e cioè il “sacrificio” di
qualcosa di caro e di vitale.
Tra le varie
motivazioni di tale gesto, tra cui un’ idea errata, e terribile, della divinità
da placare (perché mai?), potrebbero aiutare la nostra comprensione anche
questi miei pensieri e considerazioni.
1° - Nel sacrificio si
riconosceva la divinità più importante, più cara e vitale di quanto si
possedeva, e se qualcosa si poteva pensare in possesso degli uomini (persone,
beni, animali, frutti…), lo si riteneva di provenienza e di proprietà di dio. A
Lui andava restituita ogni cosa!
Questo “sacrificio” richiedeva
la “distruzione” della vittima, la sua “consumazione” mediante fuoco o
spargimento di sangue, la sua morte.
2° - Inoltre c’era il
“sacrificio di comunione”. Quanto della vittima diceva appartenenza alla
divinità (sangue, carne) veniva assunto, in vario modo( mangiando o con l’aspersione),
da chi compiva o partecipava al sacrificio perché fosse instaurata una reale
familiarità (alleanza) con la divinità.
Ora, perché si realizzasse la
“nuova ed eterna alleanza tra Dio e il suo popolo” era necessaria la
“distruzione” della vittima da parte dell’uomo (nel caso di Gesù determinata
però non dalla volontà di riconoscere Dio, ma piuttosto dal volerlo
annientare!), “distruzione” che poi è stata vinta dalla risurrezione (perché
Dio non può essere annientato e l’amore non può essere vinto, sepolto!)
Questo significa la morte di
Gesù in croce.
Poi era necessaria la “comunione” mangiando e bevendo
della vittima, che è Dio nella carne e nel sangue dell’uomo. Ecco il pane
spezzato e il vino versato, appunto il corpo e il sangue di Gesù, di Dio! La
“comunione” con la vittima permette a chi se ne nutre o a chi è asperso dal
sangue della stessa, una reale alleanza con Dio. La “vittima” era “santa”,
gradita a Dio, aveva tutele le prerogative di Dio, quello che Dio vuole per
tutti i suoi figli,ed ecco, allora che “mangiare e bere di Gesù” nel culmine
del suo amore, significa diventare la carne e il sangue di Gesù. Significa
diventare Lui e continuare il suo sacrificio, portare avanti nel mondo
l’alleanza con Dio e con gli uomini.
Morte in croce e risurrezione,
comunione al corpo e sangue di Gesù nell’Eucaristia sono lo stesso unico
“sacrificio!a cui la SS. Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, ha detto di sì
per fare alleanza con l’uomo e dare a costui amore e vita senza fine.
Conseguenze.
Partecipando a questa
alleanza anch’io sono chiamato
- a morire e a risorgere
accettando che il bene sia messo alle strette e alla prova, risulti persino
schiacciato vinto, momentaneamente, dal male, confidando nella potenza della
risurrezione.
- alla comunione con Gesù, a spezzare e versare la mia
vita nell’amore, fraternamente, a dare salvezza a chi siede alla mensa
dell’esistenza con me.
Nessun commento:
Posta un commento