lunedì 6 aprile 2015

OMELIA


Lunedì dell’Angelo – 06.04.2015

La vicenda di Gesù non è un episodio isolato di una storia disgraziata del mondo. E’ l’evento al centro del mondo. E’ l’evento verso il quale prima di Cristo ha camminato, verso il quale è attratto. E’ il cuore del mondo dal quale riceve continuamente luce, forza, speranza, per andare verso la risurrezione piena e totale di ogni cosa.
Questo evento contempla anche la partecipazione nostra, il cui rifiuto, quando avviene, fa risaltare ancora di più la volontà di Dio di dare salvezza all’umanità, la sua misericordia, nella cui settimana siamo. Questo modo di agire di Dio è la valorizzazione anche di quanto c’è di morte  in mezzo a noi a causa di paura, orgoglio, egoismo.
Dio ha risuscitato il Figlio da morte, e con lui tutti noi che in lui siamo suoi figli. “La sua carne non subì corruzione”, scrive il profeta. Noi siamo la carne di Gesù.La risurrezione di Gesù libera dalla corruzione l’umanità. Riconoscere e accogliere Gesù risorto è partecipare di questa liberazione e promozione dell’umanità, è salvaguardia della corruzione che è presente e ci tenta.

Nel racconto che Matteo fa degli eventi che annunciano la risurrezione di Gesù, troviamo un tratto lampante, , significativo, di corruzione alquanto meschina e sciocca. Le guardie che dovevano custodire la tomba sono comprate dai potenti. Corruttori e corrotti, tutti dentro la stessa bugia.
Non ci meravigliamo, davanti a Gesù, davanti al vangelo, alla bella notizia che è Dio che dirige la storia e il mondo, certo con la libera corresponsabilità degli uomini, di cui ha cara la vita e la felicità, la “corruzione” è da mettere in conto, in quanto l’orgoglio, la prepotenza, la superbia, l’essere sopra gli altri per dominarli, la menzogna, il tradimento, sono la tattica del peccato che è rifiuto dell’amore e della verità.

Più volte Papa Francesco ha messo in guardia dalla “corruzione”, che non è solamente quella dei politici o dei potentati economici. Costoro sono i più esposti alla tentazione, al fascino della corruzione per non perdere posti e dominio che, “se cristiani, fanno finta di esserlo”, magari facendo apparire legale quello che morale non è.
Tutti siamo peccatori – dice ancora papa Francesco 27.03.2014 ai politici – ma attenti a non diventare corrotti…E’ tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose…”, appunto la ricchezza, il potere, l’uso degli altri a proprio piacere.
E qualche giorno fa ha detto:  “ una cosa corrotta è una cosa sporca! Un animale morto che si sta corrompendo, che è 'corrotto', è brutto e puzza anche. La corruzione puzza! La società corrotta puzza! Un cristiano che lascia entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza!" (Napoli, 21.03.2015).

Che contrasto di odori! La puzza dei corruttori e corrotti e il profumo delle donne che andate al sepolcro per onorare e ungere il corpo di Gesù, abbandonano con timore e gioia grande il sepolcro e corrono a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ecco,noi che torniamo sulla nostre strade che odore ci tiriamo dietro? Siamo profumati di Gesù o puzziamo di corruzione, cioè di vita vecchia con tutte le sue menzogne?  La fine dell’umanità non è la morte, dalla quale Gesù risorge e ci tira fuori, ma la corruzione, il cuore che se ne lascia intaccare. Non pensiamo che la corruzione sia solamente nei palazzi del potere o nei centri economici. Può essere, in piccole e terribili dosi, anche nel nostro cuore. Basta un pizzico di corruzione (qualunque essa sia o qualunque causa abbia, - paura, orgoglio, superbia, vanità, invidia, avidità, furti, menzogna…) per ammorbare e infestare tutta l’aria che ci è attorno, la nostra casa, il nostro angolo di mondo.

Lontani dalla puzza, lo stesso profumo che portiamo a Cristo, cioè il nostro amore, di Cristo sia potenziato. Come? Ecco la ricetta: “ esse le donne si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi, e lo adorarono”.
Le donne cercano e si fidano di Gesù, gli mostrano tutto il loro affetto, lo riconoscono loro Signore e Dio. Ecco il profumo prezioso che rende gradevole, piacevole, la vita, inebria il cuore e fa felici, come una Pasqua..








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