Sabato Santo – 04.04.2015
Cristo
è risorto come aveva detto, alleluia, fratelli e sorelle carissimi! Cristo è
vivo, ha vinto la morte, sì, alleluia! E’ lui la stella del mattino, anzi il
nuovo giorno, perché noi non siamo nati per spegnerci in una notte. Ed è un
giorno, Gesù risorto, senza tramonto, fatto per noi dal Padre nella potenza
dello Spirito Santo.
Dio aveva annunciato questa notte già in quella
notte che è all’origine della veglia che stiamo celebrando, la notte in cui ha
condotto il suo popolo alla libertà dalla schiavitù dell’Egitto facendolo
passare illeso attraverso il Mar Rosso. Questa è la notte splende come il
giorno.
E’ un giorno dalla luce strana, ma vera, mai vista.
Una luce che allontana definitivamente il buio del male, della morte, del
peccato, cioè del rifiuto dell’amore; una luce che svela un volto nuovo alle
cose di sempre, ai volti familiari, a quelli non conosciuti; una luce che dice
la bellezza di essere al mondo perché mai niente e nessuno potrà toglierci la
gioia di vivere. Questa luce è Gesù stesso! Il sole già si è levato!
La nostra vita continuerà con la luce di quello che
celebriamo durante questa veglia. Molte volte le difficoltà, le distrazioni del
cammino, i dolori e le sofferenze offuscano la gioia e la certezza di una
libertà che ci è stata donata. E allora risentiamo l’invito rivolto alla donne:
“Non abbiate paura!”. La paura che paralizza il cuore e rende
incapaci di speranza, paura che non sia
vero quello che ci è stato detto, e ci mantiene come sepolti in un fallimento.
“Voi
cercate Gesù Nazareno, il crocifisso, E’ risorto, non è qui.”. Sì, lo
cerchiamo pure noi. Ma non cerchiamo un morto, non cerchiamo consolazione, non
siamo rassegnati a cedere alla morte la nostra vita. Non vogliamo cercarlo
così, perché Egli non è un morto, ma colui che la morte l’ha vinta. Cerchiamo
il Signore della vita!
Se questo ci muove ancora una volta, significa che con
Lui siamo già risorti anche noi; cerchiamo una vita nuova che ci è data, ed è
quella che viene dal Suo amore, dallo Spirito Suo che ora vive in noi. Vive per
il Battesimo che abbiamo ricevuto e che ci ha immersi nella sua stessa vita;
vive per l’Eucaristia, il suo corpo e il suo sangue che ci nutrono; vive per il
perdono dei nostri peccati che ci guarisce; vive in noi per quelli incontri di
grazia che sono i sacramenti offerti dalla Chiesa. Non ci stanchiamo di cercare
Gesù per la carità chi abita.
Sì, ma c’è una pietra! E dov’è questa pietra
sepolcrale? “E’ rotolata via”, è la prima parte delle buona notizia.
Tutto ciò che ci costringe in un’oscura stanza, cioè nella morte, non ha più
motivo di esserci, e se ancora umanamente facciamo questa triste esperienza,
altrettanto umanamente, ma in modo tutto nuovo, non è abbiamo più paura e
sappiamo che è solo per un breve momento. Non solamente la morte fisica non ha
più potere su di noi, ma nemmeno tutte le esperienze di morte che proviamo: divisioni, lotte, sconfitte, malattie,
fallimenti di vario genere. Se cerchiamo e ci affidiamo a Gesù risorto, all’
amore che egli ci porta, allo Spirito che ci dona, la nostra esistenza è
sostenuta, la nostra famiglia è salda, la condizione di salute o malattia è
serena, le preoccupazioni, le fatiche di ogni giorno, diventano occasioni di
bene, opportunità di gioia. Nel mezzo di ogni morte c’è un seme di risurrezione.
“Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete”.
Cerchiamo il Signore, ma sopratutto non dimentichiamo che siamo cercati da Lui,
aspettati da Lui nella vita quotidiana, in qualche parte del nostro cuore
bisogno di risurrezione. Egli ci riporta là dove tutto è cominciato, al
primo amore per una storia nuova.
Se Lui ci precede, coraggio facciamo il primo passo, in
famiglia, presso i poveri, gli infelici; portiamo con la vita l’annuncio: Non
aver paura, egli è risorto!
In questa notte, domani e sempre, diciamocelo gli uni gli
altri. E’il vero augurio: non avere paura. E usciamo dalla nostra rassegnazione
correndo non per lo spavento, ma per la gioia di annunciare che Gesù è vivo.
Nessun commento:
Posta un commento