domenica 5 aprile 2015

OMELIA


Giorno di Pasqua – 05.04.2015

Carissimi tutti, Gesù è vivo. Colui che è stato ucciso appeso ad una croce, come ricordano le parole di Pietro (1° lettura), Dio lo ha risuscitato. Il Padre ha richiamato dalla tomba il Figlio suo per lo Spirito Santo, l’amore che li unisce. Gesù è vivo. Evento incredibile, impossibile, ma nulla è impossibile a Dio che ama questo Figlio e che ama tutti e ciascuno di noi.

Carissimi, il nostro mondo sembra diventato un cimitero. Tanta morte, tanto sangue, tanti lutti, a cui conducono tanta cattiveria o irresponsabilità, tanta sofferenza e preoccupazioni di vario genere, nelle nostre famiglie dove lasciamo morire l’amore, nel mondo dove sono derisi e violati i diritti più umani delle creature, nella società dove i potenti dominano sui poveri. Sì, il mondo sembra un cimitero apprendendo ogni giorno notizie di morte.

Possiamo essere come Maria di Magdala che si reca al sepolcro, quel mattino, per onorare Gesù e non si aspetta se non di piangere la sua perdita davanti a quella pietra che tiene prigioniero il suo corpo. Anche noi davanti alla vita che vediamo sconfitta negli affetti, uccisa nelle speranze, violata nelle giuste esigenze d di libertà e di pace, possiamo rassegnarci a gesti di devozione, di simpatia, anche di amore. Ma in effetti in noi c’è solo delusione e il rimpianto di chi dice “ormai…”, e non più nessuna speranza, non c’è più niente da fare.

Per noi non c’è più niente da fare, perché ora fa tutto Dio! E’ Lui che toglie la pietra dal sepolcro del Figlio e dal nostro cuore. E’ Lui che ci dà mandato di annunciare che Cristo è la nostra salvezza, in Gesù è l’amore che dà pienezza di umanità al mondo, in Gesù siamo fatti capaci di amore che non demorde, che dà speranza a chi fa più fatica da uscire dal proprio cimitero, a chi ha fatto delle tombe la propria dimora.

Basta! “Non andiamo più per cimiteri” che sembra essere diventata l’occupazione principale degli uomini, persino di coloro che dicono di essere i discepoli del Signore. Nei cimiteri ci sono opere di morte, violenze, cattiverie, invidie, menzogne, tradimenti, nei cimiteri siamo vittime e purtroppo anche fautori di morte.

Ma Gesù non ci sta. Risorge, abbandona i cimiteri non perché non gli interessano più quelli che soffrono, ma perché è finita, deve finire ogni sofferenza e oscurità, ogni prigionia, ogni morte. Se siamo risorti con Cristo, e lo siamo per davvero, grazie allo Spirito suo che ci abita, non siamo più vittime della morte e non possiamo più essere fautori di morte, abbiamo cessato di fare il male.

Nessuno, per quanto sia colpito da morte, per quanto la sua condizione sia d’infelicità, fuori posto, errata, o appaia disperata, senza vie d’uscita, nessuno può rimanere per sempre nella tomba, La pietra è gia stata tolta dal sepolcro, ci fa saper il vangelo. Lo sentiamo anche noi, qui, mentre siamo celebrare questo evento della Risurrezione di Gesù e qualcosa ci pesa ancora dentro, ci schiaccia, ci impedisce di respirare aria pulita.

Carissimi, non è pasqua solo per i buoni, è pasqua per tutti. C’è la possibilità di vita per ogni famiglia, anche la più disastrata, per ogni persona anche la più fredda, anche la più compassata nella tradizione che tanto nulla cambia. E non lasciamo nessuno dentro tombe di morte, abbandoniamo i giudizi e abbandoniamo di misericordia.

Dopo Maria, corrono alla  tomba Pietro e Giovanni. Vedono ogni cosa al suo posto, i teli posati, il sudario del capo avvolto in un luogo a parte. La morte è come stata messa in ordine. Dio l’ha messa in riga. Perché noi avessimo, d’ora in poi a camminare solamente nella vita. Il primo passo? Credere all’impossibile. Sì, non vince la morte, ma vince l’amore. Diciamo con gesti e non solo con parole. Diciamo con gioia e tenerezza. E’ buona Pasqua!





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