FRAMMENTI di VITA
LEZIONE !
Oggi pomeriggio l’ennesimo “fratello” marocchino! Mi è stato mandato: da chi? Da una persona amica, da Dio, da una necessità enorme quanto l’angoscia che manifestava? L’ho accolto con malavoglia, diventata fastidio quando ho visto che altre volte l’avevo aiutato. “Ancora? Ma non è possibile. Ci sono pure gli altri. E anche più gravi".
Ma chi è il "più grave"? E' colui che mi sta davanti in questo momento, e non coloroche potranno venire e ai quali mi ritroverò a dire le stesse cose.
Ero incapace di aprire cuore e portafoglio, mentre lui, con occhi supplici e qualche balbettio, si scusava e implorava. Alla fine gli ho dato la somma per cui mi era stato mandato.
Ma chi è il "più grave"? E' colui che mi sta davanti in questo momento, e non coloroche potranno venire e ai quali mi ritroverò a dire le stesse cose.
Ero incapace di aprire cuore e portafoglio, mentre lui, con occhi supplici e qualche balbettio, si scusava e implorava. Alla fine gli ho dato la somma per cui mi era stato mandato.
Più tardi alla fine della Messa, condividendo questa amarezza e imbarazzo con chi mi aveva coinvolto, ho raccolto l’invito a dare accoglienza e ascolto per poter un po’ comprendere la situazione drammatica in cui questi “fratelli” si trovano, derivante anche dalla loro mentalità con cui guardano alla vita e alle loro relazioni parentali. Sono davvero poveri.
Ho pensato che c’è sempre il pericolo di chi ne approfitta, ma chi non rischia non…ama. Certo se io avessi famiglia, bollette da pagare, scadenze a cui far fronte… capirei anche il diniego o la “contata” l’elemosina con cui a volte sono accolti questi poveri. Non manca la generosità nelle nostre case, anche se una mentalità di accoglienza da parte di un maggior numero potrebbe aiutare di più chi viene nel nostro paese e suona alle solite cinque porte. Un po’ per ciascuno è una benedizione per chi fa fatica ad avere di che vivere per mancanza di lavoro o sostentamento dignitoso.
A me invece non manca, grazie alla comunità, quello di cui ho bisogno, e per il momento non ho particolari preoccupazioni…Se vi saranno delle necessità, vi sarà anche la provvidenza. Ci sarà sempre resistenza quando qualcuno mi chiederà aiuto. A volte mi sembrerà opportuno, poiché impossibile, non esaudire chi domanda. Mi resterà l’amarezza, la vergogna, tenterò di giustificare…Che sia salutare anche questo rimorso incolpevole!
Penso che non si tratti di risolvere il problema. E' compito delle istituzioni e delle leggi. Dobbiamo insistere perchè facciano la loro parte.
Il problema che mi riguarda, invece, è questo: chi è nel bisogno si senta amato, si senta partecipe della famiglia, sappia che mi è caro come uno dei nostri. No, non si risolve il problema, ma si dice a questo fratello: "ti voglio bene".
Facciamo in modo che sia giusto ed evangelico, con l’aiuto di altri, sia facendoci insieme carico delle persone in necessità che si presentano sia ricercando un saggio, prudente e coraggioso consiglio, “avere buon cuore per accogliere e ascoltare, essere determinati nel non tollerare che altri soffrano e nel togliere il male, accettare di essere io emarginato… per amore” (pensieri all’omelia del giorno!). Per dire con l’atteggiamento e la parola che i poveri ci sono cari, che sono parte di noi, perché così è Dio con noi!
Questa sera, alla porta della chiesa, dove solitamente accolgo e saluto chi viene per la Messa, una persona mi ha messo inaspettatamente in mano una busta. Era la somma esatta che io avevo dato al fratello marocchino!
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