giovedì 9 febbraio 2012

PASSI

(ritorno da una passeggiata… meditativa)

Berretto calato sulla fronte, calcato sulla testa,
sciarpa di calda lana fin su gli occhi,
mani in tasca nude a sentir la pella,
i passi calmi sull’asfalto degli uomini
vanno i piedi verso volti, cuori, parole e silenzi.

Ora la via è sterrata, asciutta, pulita e sicura,
tutto tace, timido rombo lontano,
il tepore delicato del sole vicino.

La giornata ha preso luce. Domani chissà!
Oggi ancora una carezza, un po’ fredda ma cara,
che ad aprirsi induce.

Grazie per questa pace,
e promessa alberi spogli nella loro nudità
presto rivestiti a primavera sono di verità,
per tutti buon auspicio e  bell’ annuncio
che vivere e dire io non rinuncio.

Foglie scricchiolano sui passi
come semi frantumati a dare vita,
caprette al pascolo singolare odore
guardano mute curiose passare …il pastore.

Un raggio tenta più caldo e luce mi pennella,
tocca nel cuore, è pace, in mattinata sì bella,
vanno e vengono pensieri e desideri,
sospiri e preghiera al Signore sinceri.

Che porterò ai fratelli in cammino?
Sarò per loro Regno che si fa vicino?
La quaresima il capo inchina
a ricevere ceneri e compagnia,
a percorrere insieme di Gesù la via

Silenzio e orazione,
digiuno e azione,
carità, pace riconciliazione,
battiti di cuore che ama,
s’alza, cammina, Gesù chiama.
Nella quotidiana via Egli s’immerge,
muore d’amore ed è vivente,
gioia, luce vita per tanta gente.

Ora m’affascina, parla il silenzio,
mi tiene stretto quest’eremo e il suo sentiero,
invoco pace, benedico il mondo intero.
Qui il tempo vorrei fermare,
è forse tentazione ma per amare
chi Dio non sa e non conosce,
ascolta soltanto le proprie angosce.

Verso casa il ritorno è familiare,
attese, doni da rispettare,
così in ogni tempo e clima il passo va,
sole caldo, neve freddo, vento o pioggia
il respiro è carità!




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